Nel corso della seduta odierna del Consiglio Grande e Generale, durante il dibattito sul progetto di legge che modifica il Regolamento consiliare, è intervenuto il consigliere Lorenzo Bugli (Pdcs). Di seguito l’intervento integrale, riproposto senza variazioni né modifiche.
Lorenzo Bugli (Pdcs): Io intervengo in questo dibattito generale sulle modifiche al regolamento del Consiglio Grande e Generale presentato dai gruppi di maggioranza. Mi rendo conto che il dibattito è molto acceso, direi accesissimo, però secondo me dovremmo cercare di riportare un attimo tutto alla ragione. Ho ascoltato con piacere la relazione presentata dalla consigliera Bacciocchi che propone delle modifiche le quali, come diceva anche il capogruppo della Democrazia Cristiana, colgono un sentimento ormai diffuso non solo in quest’aula ma in tutta la cittadinanza: la necessità di rendere più efficienti i lavori del Consiglio Grande e Generale. Io penso che i nostri lavori debbano essere necessariamente efficientati proprio in vista di quello che tutti noi auspichiamo, ovvero l’approdo a un nuovo capitolo della nostra storia, quello europeo, che ci richiederà una mole di lavoro davvero importante. Una mole di lavoro che ha bisogno di trovare coerenza e serietà in un regolamento consiliare capace di rendere tutto più fluido. Negli ultimi interventi si è divagato parecchio, ma io credo ci siano spunti di riflessione necessari, come ad esempio il superamento dell’obsolescenza legata al fatto che il Consiglio si perda spesso in tematiche già affrontate che non hanno più aderenza con la realtà contingente. Questo è un tema che va affrontato con serietà e che va sicuramente rivisto. Ci sono poi le questioni legate ai tempi: il nostro parlamento, a differenza di altri, ha tempistiche molto lunghe per quanto riguarda il dibattito sui vari commi e sulle relazioni. Essendo in prima lettura, io penso che ci sia tutto il tempo per approfondire e trovare quella famosa condivisione e trasparenza che qualcuno ha richiamato; per farlo, però, serve correttezza. È giusto che la maggioranza faccia i dovuti passaggi, ma se non si riesce a portare avanti una giusta condivisione si crea uno scontro che la cittadinanza percepisce chiaramente. Io, lo sapete, quando c’è da richiamare qualcuno sul metodo l’ho sempre fatto, però ultimamente ho visto certe posizioni, come quelle del consigliere Emanuele Santi, che non mi piacciono: io non ricevo ordini da nessun potere esterno. Noi siamo qui per portare avanti questo lavoro e se il metodo deve cambiare serve più condivisione, ma arrivare a sferrare un attacco del genere alle persone della maggioranza non aiuta affatto. Se vogliamo un lavoro corale, come è successo in tanti momenti difficili in cui abbiamo trovato sintonia persino su temi complicatissimi di geopolitica facendo passi avanti seri, allora deve esserci onestà. Serve onestà da parte nostra nel fare un passaggio in più per condividere, ma serve onestà anche da parte vostra nel non attaccare indiscriminatamente tutte le persone della maggioranza; se si vuole la condivisione, bisogna essere onesti e cercare di abbassare le spade che spesso alziamo. Quello che allontana le persone è proprio l’incapacità di trovare un dialogo onesto. Io sono favorevole alla condivisione e penso che vadano fatti più passaggi per dare dignità alle regole del gioco sia per la maggioranza che per l’opposizione, perché, come diceva Riccardi, i ruoli possono invertirsi. Le regole devono essere condivise perché in un campionato devono valere per tutte le squadre, ma ripeto, serve onestà, perché questo modo di fare non lo condivido per niente.





