Morganti (Libera): “La democrazia non può essere sacrificata sull’altare dell’efficientismo”

da | 24 Giu 2026

Nel corso della seduta odierna del Consiglio Grande e Generale, durante il dibattito sul progetto di legge che modifica il Regolamento consiliare, è intervenuto il consigliere Giuseppe Maria Morganti (Libera). Di seguito l’intervento integrale, riproposto senza variazioni né modifiche.

Giuseppe Maria Morganti (Libera): Io vorrei fare una riflessione partendo da un termine fondamentale per i principi della democrazia: la garanzia della democraticità del dibattito. L’aula consiliare è il momento clou in cui queste garanzie devono essere assolutamente rispettate e quando si tratta di approvare delle leggi, oltre al dibattito democratico, occorre rispettare altri principi come la ponderazione e la trasparenza. Nei sistemi di democrazia parlamentare esiste sempre un doppio dibattito sulle questioni; i sistemi basati sul bicameralismo hanno addirittura due organi differenti che discutono le decisioni in due fasi diverse. Il nostro sistema monocamerale è invece caratterizzato dal doppio dibattito sul principio di approvazione delle leggi. Su questo tema centrale dobbiamo fare una riflessione molto profonda perché la proposta di portare in commissione tutta la materia legislativa in sede redigente mi sembra una decisione davvero impegnativa. Io chiederei che questa riflessione venisse fatta a 360 gradi, perché una doppia discussione sulle regole che tutti i cittadini devono rispettare è assolutamente indispensabile. Credo che ci siano altri limiti in questo progetto presentato in prima lettura; io appartengo a una forza di maggioranza e ho sottoscritto questo provvedimento, ma l’ho fatto con un’intenzione precisa: dobbiamo lavorare sul regolamento perché c’è la necessità, che anche le opposizioni dovrebbero riconoscere, di strutturare meglio i lavori del Consiglio Grande e Generale per renderli più produttivi e dar loro maggiore forza e autorevolezza. Siamo tutti impegnati intorno a questa necessità e quindi benvenga un ragionamento sul regolamento, ma serve assolutamente condivisione. Molti interventi di maggioranza hanno ribadito che la condivisione è fondamentale su un argomento strategico come quello delle “regole del gioco”. Non possiamo arrivare alla seconda lettura senza che ci siano stati dei confronti veri e reali, non approssimativi. Io ricordo bene le riunioni che citava prima il consigliere Zeppa riguardo al regolamento del 2018: facemmo almeno una trentina di incontri, restando a discutere fino a mezzanotte o all’una per analizzare ogni singolo provvedimento. Magari quella riforma non è stata la migliore possibile, ma è stata una riforma assolutamente condivisa e questo è un valore. Nel 2021 invece, trovandomi allora in minoranza, ho vissuto l’approvazione di un progetto di legge che non è stato discusso a sufficienza. La posizione di Libera è chiara: siamo favorevoli a un ragionamento sul regolamento consiliare, ma non si può procedere con la seconda lettura finché non ci sarà una reale condivisione o finché non saranno state esperite tutte le fasi del confronto politico, in particolare con le opposizioni. Questo confronto serve anche all’interno della stessa maggioranza. La procedura legislativa a cui tengo molto non è una semplice questione tecnica, ma contiene le regole fondamentali della democrazia che vanno rispettate. La democrazia non è un processo semplice che si può ridurre al puro efficientismo; anzi, spesso la democrazia fa a pugni con l’efficientismo perché richiede approfondimento, studio, ricerca e analisi. Non possiamo relegare il ruolo di un’assemblea parlamentare al puro tecnicismo; sarebbe la fine dello Stato e della nostra tradizione, e io a questa fine non voglio partecipare. Vorrei parlare anche degli altri punti, ma mi rendo conto che con i tempi attuali è difficile approfondire i ragionamenti fino in fondo; già il regolamento attuale limita molto questa possibilità e lo dico con tutto il cuore.

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