Sarà lo spettacolo “P come Penelope. Per una riscrittura contemporanea del mito”, scritto e interpretato da Paola Fresa, ad aprire l’edizione 2026 di San Marino TeatOUT, la rassegna dedicata al teatro all’aperto ospitata in alcuni dei luoghi più suggestivi della Repubblica di San Marino.
L’appuntamento è in programma martedì 30 giugno alle ore 21 nel parcheggio del Sacello del Santo di Borgo Maggiore. Vincitrice del Premio Nazionale Franco Enriquez 2024 come migliore attrice e autrice nella categoria Teatro classico e contemporaneo, Paola Fresa propone una rilettura moderna del mito di Penelope, figura centrale dell’Odissea e simbolo dell’attesa.
“Penelope è il simbolo dell’attesa. Aspetta Ulisse, sposo ed eroe, partito vent’anni prima per una guerra dalla quale tutti gli altri Achei sono già tornati”, si legge nella presentazione dello spettacolo. Mentre Ulisse affronta il suo viaggio tra naufragi e avventure, Penelope resta a Itaca a governare il regno e a difendere il figlio dalle pressioni dei Proci. Una storia che la tradizione ha raccontato quasi sempre attraverso uno sguardo maschile.
Da questa riflessione nasce il lavoro di Paola Fresa, che restituisce centralità a un personaggio rimasto ai margini del racconto epico. “Da questa figura rimasta ai margini del racconto prende avvio la riscrittura di Paola Fresa”, spiegano gli organizzatori. La drammaturgia prende spunto dall’etimologia del nome Penelope, che significa “anatraccola”, e da una leggenda legata alla sua infanzia.
In uno spazio scenico essenziale, la protagonista si muove in una dimensione sospesa, ripetendo gesti e azioni che richiamano il celebre lavoro della tela tessuta e disfatta nell’attesa del ritorno di Ulisse. “La Penelope portata in scena da Fresa riacquista voce e sguardo: bloccata in un luogo che sembra sospeso nel tempo, ripete il proprio fare e disfare la scena, come la Penelope omerica faceva e disfaceva la tela”.
Lo spettacolo pone al centro una domanda: chi è Penelope oggi? Nella rilettura proposta dall’autrice, il personaggio si confronta con le eredità lasciate dai rapporti familiari e con i ruoli che la definiscono come figlia, moglie e madre. Attraverso il dialogo con le figure maschili che segnano la sua esistenza, emergono temi universali come identità, attesa e ricerca della felicità.
“La chiave ironica con cui vengono affrontate queste tematiche universali riporta immediatamente l’indagine sul mito al nostro vivere contemporaneo”, evidenzia la nota di presentazione, sottolineando come lo spettacolo costruisca un percorso di riflessione sull’esperienza femminile e sul desiderio di autodeterminazione.
“P come Penelope” è una produzione di Accademia Perduta-Romagna Teatri e Fondazione TRG. Il biglietto d’ingresso costa 12 euro. La biglietteria aprirà sul posto dalle ore 20 fino a esaurimento dei posti disponibili.





