Vance incontra i negoziatori iraniani mentre resta alta la tensione in Libano e sul dossier nucleare
È iniziata in Svizzera una nuova fase di dialogo tra Stati Uniti e Iran, con l’arrivo del vicepresidente americano JD Vance a Bürgenstock per una serie di colloqui dedicati al programma nucleare di Teheran e alla stabilizzazione della crisi regionale.
Prima della partenza, Vance ha espresso l’auspicio che il confronto possa portare a passi avanti sia sul fronte nucleare sia sulla fragile tregua in Libano. Sul tavolo resta però anche la questione dello Stretto di Hormuz, che secondo i media iraniani rimane chiuso alla navigazione dopo le recenti tensioni seguite ai raid israeliani nel sud del Libano.
La delegazione iraniana è guidata dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf e dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi, affiancati dai mediatori internazionali presenti ai negoziati.
Intanto la situazione in Libano continua a restare delicata. Nelle ultime ore i media locali hanno riferito di nuove vittime causate dai bombardamenti israeliani nella regione meridionale del Paese e nella valle della Bekaa. Da Israele, il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich ha ribadito che le forze israeliane resteranno nelle aree attualmente controllate per un periodo prolungato.
I colloqui svizzeri vengono considerati un passaggio cruciale per verificare se esistano ancora margini per evitare una nuova escalation militare nella regione e per riportare al centro il negoziato sul nucleare iraniano.





