Israele e Hezbollah hanno raggiunto un nuovo cessate il fuoco dopo l’escalation militare delle ultime ore nel sud del Libano. La tregua, secondo fonti internazionali, sarebbe stata favorita dalla mediazione di Qatar, Stati Uniti e Iran ed è entrata in vigore nel pomeriggio di venerdì.
Hezbollah ha fatto sapere che rispetterà l’accordo purché anche Israele faccia lo stesso, riservandosi comunque il diritto di reagire in caso di nuove violazioni. La tensione resta alta dopo i massicci bombardamenti israeliani che hanno colpito circa 150 obiettivi nel Libano meridionale, provocando 47 morti e quasi 100 feriti secondo le autorità libanesi.
I raid hanno rischiato di compromettere il fragile percorso diplomatico avviato tra Washington e Teheran. Fonti vicine ai negoziati riferiscono che l’Iran avrebbe avvertito i mediatori della possibilità di sospendere l’accordo raggiunto con gli Stati Uniti qualora non venisse fermata l’offensiva israeliana in Libano. Per questo motivo le delegazioni impegnate nei colloqui hanno rinviato temporaneamente la partenza per la Svizzera.
Sul fronte politico emergono inoltre segnali di tensione nei rapporti tra il presidente americano Donald Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Negli ultimi giorni Trump avrebbe assunto toni più critici verso il leader israeliano, pur senza mettere in discussione la storica alleanza tra i due Paesi, che continua a poggiare su una solida cooperazione militare e strategica.





