Nel dibattito del Consiglio Grande e Generale del 17 giugno 2026 è intervenuto il consigliere Fabio Righi (D-ML). Fabio Righi (D-ML): Io ho ascoltato con estrema attenzione i riferimenti fatti dai Segretari di Stato, compreso quello riguardante il bilancio sulla mortalità del bestiame. Mi scuserete, ma in questo comma comunicazioni preferisco concentrarmi su argomenti che ritengo altrettanto importanti e che toccano da vicino la realtà del Paese. Devo dire che rimango sinceramente stupito — ma forse ormai è colpa mia o nostra che continuiamo a meravigliarci — di come la maggioranza venga in aula con estrema tranquillità a riferire su questioni sicuramente interessanti, perdendo però completamente il focus sul tema dei temi e su quello che sta effettivamente accadendo a San Marino. Chi mi ha preceduto ha già toccato diversi punti fondamentali e io credo che questo debba essere oggi il vero centro del dibattito politico. Guardandovi, sento la necessità di iniziare a chiedere delle risposte molto chiare. Lo dico perché i fatti recenti riguardano quello che voi stessi avete sempre definito il punto principe, senza il quale San Marino non potrebbe quasi più esistere, e che invece sta andando completamente in fumo. Tutto questo è compromesso a causa delle dinamiche che hanno caratterizzato il cosiddetto ormai noto “affare bulgaro”, una vicenda in cui il partito di maggioranza relativa è coinvolto a pieno titolo come autore e fautore. Secondo le nostre informazioni, su cui stiamo preparando un’interpellanza per chiedere conto al governo del suo silenzio, pare che questa situazione sia alla base della posizione espressa dal governo bulgaro in vista del Coreper del 10 giugno. Dovrete dirci se è vero che la posizione della Bulgaria è passata da quella che ci avete raccontato fino a ieri come una riserva tecnica a una riserva prettamente politica. Pare che il quadro dipinto per il nostro Paese sia allarmante e confermi quanto la mia forza politica denuncia da tempo: abbiamo la forte sensazione che il Paese sia compromesso nelle sue istituzioni e nelle regole dello Stato di diritto. Questa situazione ha già danneggiato la nostra reputazione e rischia di bloccare la nostra integrazione con l’Unione Europea perché non siamo ritenuti credibili. Arrivati a questo punto possiamo parlare di qualsiasi cosa, dei cimiteri o della moria delle vacche, ma la maggioranza dovrebbe guardarsi allo specchio e chiedersi cosa vorrà dire a se stessa tra qualche anno: se vivere di rimorsi o di rimpianti. Dobbiamo capire se vogliamo dare al Paese qualcosa di diverso o se ci stiamo banalmente uniformando al potere del momento che usa strumenti estranei alla politica. Non è la prima volta che diciamo che nel nostro Paese si vive uno stato di terrore e di omertà perché si ha paura delle ritorsioni nella sfera privata e lavorativa. Questa è una cosa gravissima che segna il totale fallimento della linea politica della maggioranza. Se non si prendono le distanze da queste dinamiche aberranti, che nulla c’entrano con la politica ma la piegano agli interessi di qualcuno, si finisce per vanificare ogni progetto e ogni sforzo. Pensate a quante iniziative e investimenti sono stati fermati solo per favorire progetti che poi esplodono creando danni enormi. Questo modo di fare deve trovare uno stop perché le conseguenze si vedono anche in settori come la sanità, che oggi è un vero colabrodo. I meccanismi legislativi introdotti danno il potere di decidere chi può fare carriera in base alla convenienza del Comitato Esecutivo, dove siedono persone con una connotazione politica molto spiccata. Quello che è successo sulle mammografie è solo l’ultimo esempio di ciò che accade all’interno del nostro Istituto di Sicurezza Sociale. Sull’accordo di associazione, forse nulla avviene per caso; ci sarebbe la possibilità di riaprire un ragionamento in collaborazione con la parte italiana che è stata esclusa. Dobbiamo capire strategicamente quale posizione avere in un quadro internazionale che muta giorno dopo giorno. Ci risulta inoltre che ci siano grossi problemi con gli investimenti sul parco fotovoltaico a Faetano; vorremmo sapere se i lavori sono partiti o se il campo si allaga. Noi abbiamo lanciato anche una proposta sul nucleare, non perché sia una soluzione immediata, ma perché serve una programmazione seria. A noi non piace boicottare le iniziative per poi riproporle modificate anni dopo facendole passare per proprie, come è stato fatto per la digitalizzazione. Questa compagine di governo non ha più credibilità né serietà. L’invito che faccio è quello di aprire un ragionamento politico profondo per ridare credibilità alla Repubblica e avere una programmazione decennale che guidi il Paese nel futuro che aspetta noi e l’intero continente.





