Nel dibattito del Consiglio Grande e Generale del 17 giugno 2026 è intervenuto il consigliere Emanuele Santi (Rete).
Emanuele Santi (Rete): Io credo sia abbastanza imbarazzante non avere qui il Segretario agli Affari Esteri con un riferimento su quanto accaduto il 10 giugno, ovvero il continuo rimando della firma dell’accordo di associazione che non arriva. Penso che questo debba avere dei risvolti politici; un governo normale che ha fatto di questo unico punto l’obiettivo della sua permanenza in carica, dopo due anni senza risultati, sarebbe andato a casa. Ci risulta che sia arrivata una lettera durissima dai ventisei Paesi da parte della Bulgaria, che metterebbe nero su bianco che il nostro Paese non è affidabile con motivazioni gravissime. Ce lo dovete dire se questa lettera esiste o meno; questo è il manifesto fallimento politico di questa maggioranza e di questo governo. Quello che doveva essere un fatto privato, ovvero la vendita di Banca di San Marino, è diventato una questione politica perché la Democrazia Cristiana l’ha portata avanti in tutte le sedi attraverso un CdA composto da parenti e amici degli amici del partito. È diventato un affare di Stato che oggi segna il fallimento della politica della DC. Mi rivolgo ai colleghi di Libera e del PSD: se non prendete le distanze da questa vicenda gestita completamente dalla Democrazia Cristiana, diventerete loro complici. Qui serviva un riferimento del Segretario che spiegasse le motivazioni, invece si continua a rimandare. Io mi auguro che l’accordo si firmi tra qualche mese, ma con tutti i danni reputazionali che avete fatto al Paese, raccoglieremo solo i cocci. La responsabilità di come è stata gestita la vendita della banca è totalmente interna alla Democrazia Cristiana; abbiamo visto i movimenti di chi veniva qui in aula a spingere, mentre dal PSD e da Libera c’è stato il silenzio totale. Non si può poi ignorare quanto emerso in Commissione Sanità riguardo all’indegna decisione del Comitato Esecutivo dell’ISS di ridurre del 25% le mammografie come obiettivo di risultato. È vergognoso che lo screening più importante per prevenire i tumori al seno venga portato da cadenza annuale a biennale. Non potete dire che la decisione non è stata presa, perché gli obiettivi li abbiamo già visti e li chiederemo al Segretario di Stato Gatti facente funzione. È solo grazie ai radiologi e a chi ha saputo cosa stava succedendo se la notizia è uscita. Si vuole risparmiare sulla prevenzione efficace contro uno dei tumori più aggressivi. Portare la cadenza da uno a due anni è l’impostazione che sta seguendo l’Italia, ma questo comporta che le donne poi vadano a fare lo screening nel privato. E guarda caso, mi chiedo se sia vero che ci sia una clinica privata a San Marino che ha già acquistato un apparecchio uguale a quello pubblico con personale pronto per le mammografie. Se così fosse, vorrebbe dire che c’è una volontà precisa di spogliare il pubblico per direzionare i pazienti verso il privato, e questo non è accettabile. Mi meraviglio di Libera che ha fatto campagne sulla sanità per anni; il vostro esponente nel CE ha dato gli obiettivi per diminuire gli screening. Se la soluzione è tagliare la prevenzione, siete fuori strada. Comincio a pensare che questa cosa sia stata voluta da qualcuno per favorire il privato, e su questo troverete un muro. Dovete aprire gli occhi perché la spogliazione del pubblico a favore del privato è inaccettabile; altro che riforma della sanità, avete fatto un bel lavoro. Sull’Unione Europea abbiamo chiesto un comma specifico perché nessuno ci dice cosa stia succedendo, se arriverà la firma o se esista questa lettera durissima. State con la testa sotto la sabbia mentre l’impostazione democristiana mette a repentaglio l’accordo per fare giochini sulle banche e prendere tangenti. Sono arrivati i rinvii a giudizio e io mi chiedo chi siano questi “fighters”. Spero che nella prossima seduta vengano nominati i componenti della Commissione d’Inchiesta sul caso bulgaro, per capire finalmente chi ha fatto i giochini sulla Banca di San Marino e chi sono questi “fighters” che potenzialmente hanno preso le tangenti.





