Il Consiglio Grande e Generale di giugno si apre in un clima di cordoglio e commozione in ricordo del Segretario di Stato per la Sanità Mariella Mularoni, alla quale l’Aula dedica una lunga commemorazione condivisa da tutte le forze politiche, per poi entrare nel vivo di un ampio confronto politico sulle prospettive dell’Accordo di associazione con l’Unione Europea, sulla vicenda della Banca di San Marino e dei rapporti con la Bulgaria, sulla sanità e sul dibattito nato attorno all’ipotesi di revisione dello screening mammografico, oltre che sulle più recenti valutazioni economiche internazionali che hanno interessato la Repubblica.
Ad aprire i lavori sono stati i Capitani Reggenti Alice Mina e Vladimiro Selva, che hanno ricordato Mariella Mularoni come una figura istituzionale capace di interpretare il proprio ruolo “con dedizione, equilibrio e spirito di servizio”, sottolineandone “il rispetto per le istituzioni, per i cittadini e per chi sosteneva posizioni diverse dalle sue”. La Reggenza ha ricordato inoltre la sua esperienza di insegnante e il modo con cui ha affrontato la malattia, senza rinunciare fino all’ultimo alle responsabilità pubbliche.
Alla commemorazione hanno preso parte esponenti di tutti i gruppi consiliari. Aida Maria Adele Selva (Pdcs) ha definito Mularoni “un punto di riferimento per una politica volta al bene delle persone”, mentre Maria Donatella Merlini (Psd) ne ha ricordato “l’educazione, il garbo e la naturale eleganza nel rapportarsi agli altri”. Giuseppe Maria Morganti (Libera) ha parlato della sua capacità di “coinvolgere tutti in un ragionamento aperto al miglioramento”, Denise Bronzetti (Ar) ha sottolineato il valore del suo esempio istituzionale, mentre Giovanna Cecchetti, indipendente di maggioranza, ne ha evidenziato “la forza silenziosa ma incrollabile”. Miriam Farinelli (Rf) ha ricordato “una donna attenta e misurata, capace di ascoltare prima ancora di parlare”, Carlotta Andruccioli (D-ML) la docente che “ha permesso a tanti ragazzi di conoscere il mondo universitario americano”, Michela Pelliccioni ha parlato del suo “grande cuore”, Gian Matteo Zeppa (Rete) della sua “signorilità e compostezza”. A nome del Congresso di Stato è intervenuto Teodoro Lonfernini, che ha ricordato come Mularoni abbia portato avanti il proprio mandato “fino all’ultimo secondo che le è stato consentito”. Per ricordare Mularoni è stato posto un mazzo di fiori nei banchi del Congresso di Stato.
Conclusa la commemorazione, il Consiglio è passato al comma Comunicazioni. Andrea Belluzzi, Segretario di Stato per gli Affari Interni, ha informato l’Aula delle dimissioni del direttore della Funzione Pubblica Milena Gasperoni, ringraziandola per il lavoro svolto. Belluzzi ha poi illustrato alcune iniziative in corso, dal coordinamento con le Giunte di Castello alla gestione dell’emergenza cimiteriale, annunciando la presentazione di un progetto complessivo per l’ampliamento della disponibilità di sepolture. Ha inoltre richiamato il lavoro sui regolamenti delle forze di polizia e sulla futura riforma dell’Avvocatura dello Stato.
Matteo Ciacci, Segretario di Stato al Territorio, ha trasmesso all’Aula il bilancio del Fondo Mortalità Bestiame e quello del Fondo di Solidarietà contro le calamità atmosferiche, evidenziando il miglioramento dei conti del primo fondo e i dati relativi agli indennizzi erogati nel comparto agricolo. Ha quindi respinto le accuse dell’opposizione sulla gestione della sanità e sulle prospettive europee del Paese, sostenendo che “sulla prevenzione non si può assolutamente scherzare, ma bisogna continuare a investirci”. Sul dossier europeo ha riconosciuto che “c’è una questione aperta con la Bulgaria”, ribadendo tuttavia che “l’accordo di associazione è un obiettivo di governo e di legislatura” e che le difficoltà vanno affrontate “facendo squadra, unendo il governo, la maggioranza e spero davvero anche l’opposizione”.
Il primo vero terreno di scontro politico è stato però quello sanitario. Maria Katia Savoretti (Rf) ha contestato le ipotesi emerse nei giorni scorsi su una possibile riduzione della frequenza dello screening mammografico, affermando che “sulla salute dei cittadini non si deve risparmiare”. Sulla stessa linea Emanuele Santi (Rete), che ha definito “indegna” l’ipotesi di passare dalla cadenza annuale a quella biennale, e Matteo Casali (Rf), che ha chiesto chiarimenti sugli obiettivi assegnati al Comitato Esecutivo dell’ISS.
Dal fronte della maggioranza, Michele Muratori (Libera) ha invitato a riportare il confronto sul piano scientifico, ricordando che “la medicina moderna si basa sull’evidenza scientifica” e che in molti sistemi sanitari europei la mammografia viene effettuata con cadenza biennale. Marco Gatti, Segretario di Stato per la Sanità facente funzioni, ha respinto le accuse sostenendo che “non è stato adottato alcun provvedimento e non è stato assegnato nessun obiettivo di budget in questo senso”, ribadendo che “il miglior risparmio per lo Stato è la prevenzione”.
Gran parte del dibattito è stata però assorbita dal dossier europeo e dalla vicenda legata alla Bulgaria. Emanuele Santi (Rete) ha parlato di “manifesto fallimento politico di questa maggioranza”, chiedendo chiarimenti sul rinvio della firma dell’Accordo di associazione e sui presunti effetti dell’“affare bulgaro”. Fabio Righi (D-ML) ha sostenuto che la posizione bulgara starebbe mettendo in discussione la credibilità internazionale del Paese, mentre Antonella Mularoni (Rf) ha definito la situazione “un buco nero” per il futuro europeo della Repubblica. Alle critiche si sono aggiunti Nicola Renzi (Rf), che ha parlato di “momento più difficile per il Paese”, Enrico Carattoni (Rf), secondo cui il governo starebbe ignorando la gravità del contesto internazionale, e Andrea Menicucci (Rf), che ha accusato l’esecutivo di affidare sempre più ruoli strategici a consulenti esterni a discapito delle professionalità sammarinesi.
Sul fronte della maggioranza, Luca Gasperoni (Pdcs) ha invitato invece a valorizzare il miglioramento del rating sovrano, sostenendo che Standard & Poor’s abbia riconosciuto “una Repubblica più forte, stabile e resiliente”. Paolo Crescentini (Psd) ha parlato di “economia che sta bene e che ha il segno positivo”, mentre Massimo Andrea Ugolini (Pdcs) ha accusato l’opposizione di rappresentare “un Paese che non esiste”. Gerardo Giovagnoli (Psd) ha sostenuto che il nodo bulgaro rappresenti “una sfida internazionale” da affrontare come sistema Paese e non come terreno di scontro interno.
Sul tema è intervenuto direttamente il Segretario di Stato agli Esteri Luca Beccari, che ha respinto le ricostruzioni dell’opposizione affermando che “non abbiamo alcuna conferma ufficiale” dell’esistenza di una lettera bulgara agli altri Stati membri e ribadendo che il governo continuerà a lavorare per arrivare alla firma dell’Accordo di associazione. “Quando qualcuno ci dirà che l’accordo è incagliato, verrò qui a dirvelo”, ha dichiarato.
Un ulteriore terreno di confronto è stato rappresentato dalla recente sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo sul caso Simoncini. Sara Conti (Rf) ha parlato di “violazione dello Stato di diritto accertata definitivamente”, accusando il governo di non assumersi le proprie responsabilità. Enrico Carattoni e Andrea Menicucci hanno contestato la scelta di ricorrere alla Grande Camera della Corte. Di diverso avviso il Segretario Rossano Fabbri secondo cui l’opposizione starebbe strumentalizzando politicamente la vicenda, mentre Giuseppe Maria Morganti (Libera) ha ribadito che le indicazioni della Corte “vanno tenute in altissima considerazione”. Anche il collega di partito Iro Belluzzi ha richiamato la necessità di rafforzare concretamente lo Stato di diritto e la separazione dei poteri.
Diversi interventi hanno riguardato poi la scelta di ricorrere a figure professionali esterne nei ruoli apicali della pubblica amministrazione e della giustizia. Marinella Lorena Chiaruzzi (Pdcs), Iro Belluzzi e Giulia Muratori (Libera) hanno sollecitato una maggiore valorizzazione delle professionalità sammarinesi. In senso opposto Silvia Cecchetti (Psd) ha difeso l’apertura a competenze esterne, definendola “un segnale di maturità istituzionale”. Anche Dalibor Riccardi (Libera) ha posto il tema dell’inclusione e dell’equità, richiamando l’attenzione sia sulla normativa sulla procreazione medicalmente assistita sia sulle nuove regole per la cittadinanza.
Nel corso della seduta sono intervenuti inoltre Mirko Dolcini (D-ML), che ha criticato il progetto di riforma del regolamento consiliare e rilanciato il dibattito sul nucleare; Michela Pelliccioni, che ha invitato tutte le forze politiche a “fare quadrato” per difendere l’immagine del Paese; Gian Matteo Zeppa (Rete), che ha contestato l’utilizzo di informazioni non verificate nel confronto politico e criticato la gestione dell’ISS; Tomaso Rossini (Psd), che ha dedicato il proprio intervento al rapporto tra giovani, social network e capacità di immaginare il futuro; William Casali (Pdcs), che ha difeso l’operato del governo e richiamato il tema della sovranità digitale; Lorenzo Bugli (Pdcs), che ha invitato a non “gettare fango sulla Repubblica”; Marino Albani (Pdcs), che ha proposto una riflessione sulle incompatibilità connesse alla doppia cittadinanza; Manuel Ciavatta (Pdcs), che ha riferito della partecipazione a un incontro del PPE a Sarajevo e del sostegno europeo al percorso sammarinese.
Per il Governo, il Segretario al Turismo Federico Pedini Amati ha difeso con forza gli investimenti infrastrutturali portati avanti dall’esecutivo, replicando alle critiche dell’opposizione sul Treno Biancoazzurro e sulle opere pubbliche. “Dobbiamo smettere di dire no a tutto”, ha affermato, ribadendo che “l’accordo di associazione con l’Unione Europea deve essere il nostro faro” e sostenendo che il Paese ha bisogno di continuare a investire per crescere.
Il Segretario al Lavoro Alessandro Bevitori ha illustrato i risultati raggiunti sul fronte della mobilità e dell’energia, soffermandosi sull’estensione del servizio Smuvi e sull’accordo tra AASS e Socar. “Abbiamo raggiunto un’intesa su una situazione annosa che trascinavamo da tanti anni” ha dichiarato, aggiungendo che “chi dice che si sta facendo poco sbaglia” e rivendicando il percorso verso una maggiore autonomia energetica della Repubblica.
Il Segretario all’Industria Rossano Fabbri ha difeso l’operato del governo e contestato le ricostruzioni dell’opposizione sulle principali vicende politiche e istituzionali. “Il bicchiere non si può dire che sia del tutto pieno”, ha riconosciuto, aggiungendo però che “non è nemmeno tutto vuoto come certa parte dell’opposizione vorrebbe far credere”. Fabbri ha inoltre sostenuto che l’esecutivo passa “il 60% del nostro tempo a smentire ricostruzioni fantasiose” e ha invitato a concentrarsi sui risultati ottenuti in materia economica, infrastrutturale e amministrativa.
Nel corso del dibattito Giuseppe Maria Morganti ha inoltre presentato un ordine del giorno sulla situazione umanitaria a Cuba, chiedendo che San Marino continui a sostenere nelle sedi internazionali la rimozione dell’embargo nei confronti dell’isola.
I lavori riprenderanno domani pomeriggio alle 14:00.





