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San Marino, opposizioni all’attacco sulla vendita di un immobile ISS

Le forze di opposizione della Repubblica di San Marino esprimono forti perplessità sulla vendita di un immobile pubblico di proprietà dell’ISS, discussa nell’ultima seduta del Consiglio Grande e Generale.

Le forze politiche di opposizione intendono esprimere forti perplessità e preoccupazione per alcuni elementi emersi nel corso del dibattito” – si legge nel comunicato congiunto.

Nel mirino la società aggiudicataria dell’operazione: “La società aggiudicataria del bene pubblico è la TITAN REAL ESTATE S.p.A., di cui fino al 07/10/2024 era amministratore unico l’attuale Segretario di Stato Bevitori”.

Secondo le opposizioni, questo elemento solleverebbe dubbi sulla correttezza dell’iter: “Si trattava, tra l’altro, proprio di uno di quei ruoli da cui il Segretario non si era dimesso ad inizio legislatura e per il quale avrebbe dovuto essere formalmente dichiarato decaduto”.

Il comunicato evidenzia inoltre legami ritenuti rilevanti: “Oggi la società è invece amministrata da persona risaputamente collegata a livello professionale allo stesso Segretario, che sommato agli elementi di cui sopra contribuisce ad alimentare interrogativi sull’opportunità dell’operazione”.

Da qui l’accusa più diretta: “È evidente infatti il palese conflitto d’interessi del Segretario di Stato, che per il tramite del Congresso di Stato ha proposto al Consiglio la vendita di beni pubblici a prezzo irrisorio in favore di persone a lui vicine ed economicamente collegate”.

Le critiche riguardano anche il valore dell’operazione. “Il Governo non è stato neppure in grado di spiegare dove sia la convenienza per lo Stato nel cedere per 140mila euro un terreno edificabile – seppur con sopra un fabbricato in pessime condizioni – ad un soggetto privato”.

Nel dettaglio, vengono indicati diversi elementi: “La situazione del mercato immobiliare […] avrebbe potuto portare ad una eventuale vendita ad un prezzo maggiormente in linea e sicuramente più vantaggioso per l’ISS”.

E ancora: “La possibilità, ora concessa all’investitore, di eventualmente demolire il fabbricato e ricostruirne altro mettendolo facilmente a frutto e con un guadagno decisamente maggiore”.

Infine, secondo le opposizioni, vi sarebbero state alternative: “La possibilità che vi sarebbe stata per l’ISS di trasformare il fabbricato in altra struttura utile per la collettività […] ad esempio trasferendovi il centro sanitario o realizzando una struttura da destinare ai malati”.

La nota si chiude con un richiamo ai principi di gestione pubblica: “Le forze di opposizione ribadiscono che operazioni di alienazione del patrimonio pubblico devono essere improntate ai più alti standard di trasparenza, indipendenza e tutela dell’interesse collettivo”.

Il comunicato è sottoscritto da Repubblica Futura, Domani Motus Liberi e Rete.