Giulia Muratori (Libera): “La democrazia non si esporta con le invasioni militari”

da | 4 Gen 2026

La consigliera e segretaria di Libera, Giulia Muratori, è intervenuta pubblicamente con un post sui social commentando il ruolo degli Stati Uniti in America Latina e le recenti dichiarazioni dell’ex presidente Donald Trump in merito alla situazione in Venezuela.

Nel post, riportato integralmente, Muratori scrive:
“L’ennesima dimostrazione di come gli Stati Uniti continuino a considerare l’America Latina come una zona di influenza da controllare.
Un’impostazione coloniale mascherata da intervento per la sicurezza o per la democrazia.
Non ho mai sostenuto la dittatura di Maduro, né ho mai giustificato le gravi e ripetute violazioni dei diritti umani commesse dal suo regime contro il popolo venezuelano.
Detto questo, non posso nemmeno accettare o giustificare la violazione del diritto internazionale messa in atto da Trump.
Trump ha affermato più volte che gli Stati Uniti resteranno nel Paese fino a quando la situazione non sarà “sistemata” secondo i loro criteri, parlando apertamente di una gestione diretta della transizione e del controllo delle infrastrutture strategiche a partire dal settore petrolifero.
Parole che non hanno nulla a che fare con la tutela della democrazia e molto a che fare con la logica della forza e dell’interesse economico.
Sentire poi usare la scusa del narcotraffico per giustificare un’azione militare fa sinceramente sorridere: è una narrazione già vista e già sentita. La storia dimostra che, quando gli Stati Uniti decidono di “intervenire”, il vero motore non è mai stato la difesa dei diritti o della legalità, ma quasi sempre l’interesse economico, in particolare il controllo delle risorse energetiche e del petrolio.
La democrazia non si esporta con le invasioni militari, non si costruisce occupando altri Paesi e non si difende calpestando le regole comuni.
Esiste il diritto internazionale ed è uno dei pilastri dell’equilibrio globale: va difeso e rispettato sempre, anche quando è scomodo.
Liquidare queste posizioni dicendo che “la sinistra è ridicola” o i comunisti come piace ad alcuni additare i democratici, significa non capire — o fingere di non capire — la posta in gioco. Qui non si tratta di ideologia, ma di legalità internazionale, stabilità mondiale e futuro della democrazia.
Se passa l’idea che chi è più forte può fare ciò che vuole, il risultato è uno solo: caos globale e tramonto della democrazia.
E, come sempre, a pagarne il prezzo più alto sono i popoli.”

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