«Potremmo chiamarlo “comma yogurt”, perché ha una data di scadenza». Matteo Zeppa (Rete) usa questa espressione per contestare il limite delle 25 ore durante l’esame dell’articolato del progetto di legge “Modifiche al Regolamento del Consiglio Grande e Generale”.
Il punto centrale della critica riguarda il campo di applicazione della norma. Secondo Zeppa, la maggioranza continua a motivare il nuovo meccanismo soprattutto con la necessità di evitare lunghe maratone sulla finanziaria, ma il testo non contiene questa limitazione. Il limite potrebbe quindi entrare in gioco anche per riforme fiscali, provvedimenti sui diritti o leggi necessarie al recepimento dell’acquis comunitario.
Zeppa difende inoltre il confronto tra maggioranza e opposizione che tradizionalmente accompagna le sessioni di bilancio, respingendo l’idea che gli incontri sugli emendamenti possano essere considerati un semplice “mercanteggiamento”.
Di seguito l’intervento integrale di Matteo Zeppa (Rete):
Matteo Zeppa (Rete): Non ribattezzerei questo comma “tagliola”. Potremmo chiamarlo “comma yogurt”, perché ha una data di scadenza. È limitante persino pensare di dover discutere con persone che hanno concepito una disposizione del genere: è estremamente limitante e avvilente. Ma voi avete scritto: «Qualora l’esame dell’articolato di un progetto di legge si protragga oltre le venticinque ore dalla chiusura del dibattito generale». Penso, per esempio, alla riforma dell’IGR o alla legge sull’interruzione volontaria di gravidanza. Voi circoscrivete verbalmente questa disposizione alla finanziaria, ma in realtà potrete applicarla a qualsiasi progetto di legge, perché nel testo non viene specificato diversamente. Ricordo la prima finanziaria dell’attuale Governo e la questione di San Marino Mediterranea. Eravamo a ridosso di Natale e l’allora segretario Celli chiese all’opposizione di limitare gli interventi, assicurando che ne avremmo parlato successivamente, perché rischiavamo di entrare in esercizio provvisorio. La liturgia della finanziaria, che il collega Muratori ha tentato di sminuire, non consiste nel mercanteggiare. Significa portare idee diverse da quelle del Governo. Non si può parlare di mercanteggiamento degli articoli e degli emendamenti: è un’espressione intellettualmente disonesta. Quando esistono dei problemi, si affrontano. Dopo due o tre giorni di dibattito si tenevano degli incontri: «Quali proposte ritenete prioritarie? Quali avete intenzione di portare avanti?». Non era mercanteggiare, ma ascoltare anche le valutazioni del Governo. Questo articolo non serve soltanto a evitare l’esercizio provvisorio, perché è applicabile a tutti i progetti di legge. Lo avete scritto voi. Paradossalmente, se per recepire tutto l’acquis comunitario arrivassero progetti di legge che richiedessero più di venticinque ore di dibattito, cosa fareste? Applichereste la tagliola anche a quelli, nonostante si tratti di una questione sistemica? La formulazione stessa di questo emendamento è limitante e dimostra l’inconsistenza intellettuale di chi lo ha scritto.
