Spiegare la violenza sulle donne e di genere, riconoscerne le forme e far conoscere le reti di sostegno. È il contributo dell’Università di San Marino a “Nessun segno addosso”, il programma realizzato da RAI e San Marino RTV, condotto da Vittoriana Abate e in onda dal 5 ottobre ogni lunedì alle 18:40 sull’emittente sammarinese. La serie si articola in nove puntate, alla cui costruzione ha partecipato il Dipartimento di Scienze Umane, dalla scelta degli argomenti e degli ospiti alla cura scientifica.
“Abbiamo l’opportunità di entrare nelle case delle persone per far capire loro, schivando gli stereotipi e basandoci sulla ricerca accademica e sulle sensibilità e competenze presenti nel nostro territorio, cosa sia la violenza sulle donne e di genere, cosa venga fatto a riguardo, cosa si possa fare, quali sono le reti di sostegno e non solo. Perché nonostante i progressi fatti, parte di questo fenomeno è ancora immerso nell’ampia sfera dell’invisibilità, ossia di casi nascosti nell’ombra”. A spiegare il progetto è Arianna Taddei, direttrice del Dipartimento di Scienze Umane e fra le curatrici del programma insieme a Maria Elena D’Amelio, docente dell’Ateneo sammarinese.
Gli approfondimenti affrontano il tema attraverso discipline diverse e affiancano il contributo accademico all’esperienza di chi opera sul territorio. “In ogni appuntamento – spiega Taddei, che ha contribuito al progetto insieme a Maria Elena D’Amelio, docente dell’Ateneo sammarinese – la tematica viene approfondita con lenti diverse. Quelle del diritto, per esempio, della sociologia, della comunicazione e dei media, della pedagogia, della psicologia e dell’autonomia finanziaria. Le puntate si aprono con un’introduzione teorica curata da esperte ed esperti dagli Atenei di San Marino, Bologna, Urbino, Macerata e Ferrara, e prosegue con l’intervento di alcune realtà che, nel nostro territorio, si occupano di questa materia, fra le quali l’Authority per le Pari Opportunità, professioniste del sistema scolastico e non solo”.
Per l’Università, la partecipazione alla trasmissione rientra anche nell’attività di sensibilizzazione. “Abbiamo il compito di occuparci non solo di formazione, ma anche di sensibilizzazione”, conclude Taddei. “Lo facciamo con informazioni attendibili, attuali e attente”.
