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Attualità

Società sammarinese, la Cassazione conferma la sanzione da quasi 14 milioni

La Corte di Cassazione ha confermato una sanzione amministrativa da quasi 14 milioni di euro nei confronti dell’amministratore di fatto di una società con sede a San Marino.

Il ricorrente, ritenuto il soggetto che controllava il sistema commerciale al centro degli accertamenti, dovrà pagare anche 30mila euro di spese processuali.

La vicenda nasce dalle verifiche della Guardia di Finanza di Rimini, sulle quali l’Agenzia delle Entrate ha fondato le contestazioni.

Secondo la ricostruzione degli accertatori, alcune imprese italiane riconducibili al contribuente acquistavano merci provenienti dall’Asia, per poi rivenderle alla società sammarinese.

I prodotti tornavano quindi sul mercato italiano attraverso un’altra società e un sito di e-commerce.

Tra gli elementi contestati figurava l’assenza, nella società estera, dei mezzi tecnici e operativi necessari all’attività dichiarata. Il Fisco aveva inoltre ricondotto al contribuente la gestione del circuito commerciale e i benefici delle operazioni.

La sanzione, irrogata nell’aprile 2016 dopo la contestazione notificata nel novembre 2015, era stata impugnata dall’amministratore.

Nel ricorso venivano contestate la motivazione del provvedimento, le prove del suo ruolo effettivo e la possibilità di attribuirgli personalmente le sanzioni.

La Cassazione ha ritenuto adeguatamente motivate le conclusioni dei giudici di merito, chiarendo che la personalità giuridica della società non esclude automaticamente la responsabilità di chi ne esercita concretamente il controllo e risulta l’effettivo possessore del reddito.

Respinta anche la richiesta di definire la controversia sulle sanzioni senza pagamento: la mancata impugnazione dell’accertamento tributario, da sola, non equivale alla definizione del rapporto fiscale.

Società sammarinese, la Cassazione conferma la sanzione da quasi 14 milioni