Dieci slot machine portate via, insieme ai filmati della videosorveglianza. Al centro, un presunto riciclaggio da 7,5 milioni di euro.
Il materiale sequestrato alla Giochi del Titano potrebbe far salire il numero degli indagati, oggi 7. Gli inquirenti hanno preso i sistemi di videosorveglianza, 10 slot machine con i dati di gioco, cellulari e dispositivi informatici delle persone coinvolte. Serve a capire quanti dipendenti della società avrebbero avuto un ruolo nel presunto meccanismo.
Nel registro degli indagati ci sono l’imprenditore siciliano Elio Marino, la sua compagna e 5 dipendenti. Fra loro il direttore generale Salvatore Caronia, agli arresti domiciliari, e il vice Angelo Muraccini. Dalla difesa di Caronia non sono arrivate dichiarazioni. Secondo l’accusa, Marino avrebbe usato le slot per ripulire contante di provenienza illecita.
L’inchiesta nasce dalla Procura di Ravenna ed è proseguita con i provvedimenti del Tribunale sammarinese. L’Agenzia di Informazione Finanziaria ha tracciato operazioni per oltre 7,4 milioni di euro. Resta da chiarire se il software delle macchine sia stato alterato. Sono ipotesi accusatorie: nessuna responsabilità è stata accertata.
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