Dal 1° gennaio 2027 arriva San Marino Pay, l’applicazione unica da installare su tutti i Pos presidiati in funzione sul territorio.
Il Consiglio Grande e Generale dà il via libera con 31 voti favorevoli e un astenuto. Il sistema emetterà automaticamente la ricevuta fiscale SMAC per i pagamenti elettronici e consentirà di registrare anche gli incassi in contanti.
La copia cartacea sarà stampata su richiesta del cliente.
“Il cuore del provvedimento risiede nell’introduzione, a partire dal primo gennaio 2027, dell’applicazione unica San Marino Pay, destinata a essere installata su tutti i terminali di pagamento presidiati POS operanti in territorio”, spiega il segretario di Stato Stefano Canti. L’obiettivo è riunire in un solo strumento il pagamento e la registrazione fiscale dell’acquisto, riducendo i passaggi per gli esercenti.
L’applicazione funzionerà con la SMAC fisica o digitale, ma gestirà anche gli acquisti di chi non possiede la carta e le operazioni tra attività economiche sammarinesi. Cambia inoltre il rilascio della ricevuta: “L’operatore avrà la facoltà di effettuare la stampa esclusivamente su espressa richiesta dell’acquirente, pur rimanendo sancito l’incondizionato diritto del cliente a riceverne copia”.
Sandra Stacchini (PDCS) sostiene la misura e la collega agli impegni presi dalla maggioranza sul fronte fiscale: “Questo decreto dà seguito a quella che era la volontà della maggioranza in occasione della modifica alla normativa sull’imposta generale sui redditi: combattere l’evasione e aumentare i controlli.”
Anche Fabio Righi (D-ML) valuta positivamente la semplificazione, ma chiede chiarimenti sui costi, sulla compatibilità dei terminali e sulle condizioni per gli esercenti.
A preoccupare è soprattutto il peso del gestore tecnico: “Un altro punto su cui vorrei attirare l’attenzione è la dipendenza dal gestore tecnico: fornitura della SIM, manutenzione da remoto e documentazione di scambio sono fortemente accentrate.
Occorrerebbe verificare che ciò non determini condizioni contrattuali troppo onerose o limitazioni all’accesso di nuovi operatori.”
Canti indica un canone di 15 euro al mese. Per gli operatori già iscritti al circuito SMAC anche sul piano fiscale, il 25% sarà a carico dell’attività e il 75% dello Stato. Per chi non è iscritto al sistema fiscale, le quote si invertono: il 75% spetterà all’operatore e il 25% allo Stato.
Matteo Zeppa (Rete) apprezza la riduzione della carta, ma porta nel dibattito anche la notizia di un’indagine su una presunta frode nel settore delle bevande che, riferisce, coinvolgerebbe società sammarinesi.
Chiede attenzione ai settori già segnalati dalla commissione sulle infiltrazioni malavitose: “Questo è un problema, perché non si può chiedere agli operatori di fare l’accertamento fiscale e ai consumatori di esibire ogni volta la carta, e poi dall’altra parte ritrovarsi San Marino sempre in cattiva luce.”
Per Manuel Ciavatta (PDCS) il vantaggio concreto sta nella gestione degli incassi: “La reale importanza di questo strumento è che semplificherà per tutte le attività anche le modalità di pagamento, perché le contempla tutte, dalla carta al contante, in un unico sistema e in maniera diretta.”
