“San Marino ostaggio di opacità e silenzi”: l’attacco di D-ML al Governo su tre fronti

da | 4 Mag 2026

In un comunicato del 3 maggio, Domani Motus Liberi chiede al Governo risposte su tre dossier: l’affare bulgaro nel sistema bancario, la vendita dell’immobile ISS e il caso giudiziario relativo alla protezione dei minori. Un’opposizione che si ricompatta su una linea precisa — trasparenza, commissioni d’inchiesta, etica politica — alla vigilia di settimane decisive per la Repubblica.

C’è un’opposizione, in questa fase della legislatura, che ha scelto di alzare il tono. Domani Motus Liberi, attraverso un comunicato firmato il 3 maggio, ha rivolto al Governo un attacco articolato su tre dossier che — nelle parole del partito guidato da Lorenzo Forcellini Reffi — toccano “il cuore pulsante della comunità”: la gestione del sistema bancario, la tutela del patrimonio pubblico e la difesa delle persone più fragili.
Il filo conduttore della denuncia è stato sintetizzato in una formula efficace: “San Marino ostaggio di opacità e silenzi”. Una posizione che, al netto del lessico polemico tipico dei comunicati di partito, identifica un nodo politico reale: il rapporto tra l’Esecutivo e il dovere di trasparenza istituzionale di fronte a vicende che hanno avuto, ciascuna a suo modo, ricadute pesanti sull’opinione pubblica.

I tre fronti aperti

Il primo dossier richiamato è il cosiddetto “affare bulgaro”: l’operazione che ha visto la holding facente capo a un magnate bulgaro versare un anticipo di quindici milioni di euro per acquisire il 51% di un istituto di credito, prima dell’emersione delle indagini per amministrazione infedele, corruzione privata e riciclaggio che hanno portato ad arresti. D-ML chiede l’istituzione di una “commissione d’inchiesta vera, paritetica, seria, e non costruita per limitare il campo di indagine o per proteggere qualcuno”. Nel comunicato, il partito riporta anche il riferimento alla dichiarazione del Segretario di Stato alla Giustizia Stefano Canti, che durante un dibattito in Aula avrebbe anticipato — testualmente — che le indagini sarebbero state “presumibilmente pronte verso la fine di maggio”. Una frase che, secondo D-ML, conterrebbe “dettagli che non avrebbe mai dovuto conoscere” e che diventa un ulteriore motivo di richiesta di chiarezza.

Il secondo fronte riguarda la vendita di un immobile dell’Istituto per la Sicurezza Sociale, su cui D-ML ravvisa “criticità nella gestione del patrimonio pubblico” e auspica l’apertura di un percorso di verifica formale.

Il terzo è il cosiddetto “caso pedofilo”, su cui il partito d’opposizione richiama una “mancata vigilanza” che, scrivono, avrebbe richiesto un’azione governativa più tempestiva e netta.

La cornice politica

Al di là dei singoli dossier, il comunicato ha un significato politico che va oltre la sommatoria delle critiche. D-ML — partito che ha cinque seggi nel Consiglio Grande e Generale e che dal gennaio 2025 è formalmente Global Partner del Partito europeo dei Conservatori e Riformisti — sta consolidando una posizione di opposizione netta, lontana dalle aperture cooperative che in alcune fasi della legislatura aveva mostrato. La richiesta è esplicita: “commissioni d’inchiesta serie, strumenti di verifica all’altezza, una classe dirigente che sappia mettere l’interesse della comunità davanti a ogni altra specifica convenienza”.
Sul piano delle alleanze, D-ML continua a sollecitare un referendum confermativo sull’Accordo di Associazione con l’Unione Europea, che proprio in questa settimana sta vivendo il suo passaggio decisivo a Bruxelles. È un argomento di confine tra politica estera e politica interna che il partito di Forcellini Reffi pone nei termini in cui l’aveva già articolato nel ciclo di seminari sul conservatorismo del mese scorso: “L’Accordo con la UE non è una questione di politica estera, bensì di politica interna, perché riguarda tutti i singoli cittadini”.

La risposta che si attende

Nei prossimi giorni il dossier rischia di intrecciarsi con altri due appuntamenti istituzionalmente rilevanti: il voto del Coreper di mercoledì sull’Accordo San Marino-UE, e l’evoluzione delle vicende giudiziarie su cui D-ML chiede commissioni d’inchiesta. La replica del Governo, fino al momento in cui scriviamo, non è arrivata in modo formale. Ma è prevedibile che i temi sollevati torneranno in Aula nei prossimi Consigli, quando le opposizioni avranno modo di chiedere risposte puntuali.
La frase con cui D-ML chiude il comunicato è una formula politica scolpita: “Continueremo a combattere in prima linea in nome dell’etica politica e del buon senso. Aspetti che la maggioranza, evidentemente per autoconservarsi fino all’ultimo giorno utile, sembra aver dimenticato da molto tempo”. Un’accusa pesante. Su cui, ora, è il Governo a doversi misurare.

Condividi su:

Puoi leggere questo articolo gratuitamente grazie al contributo di

Articoli correlati

Panoramica privacy
Insider.sm

Questo sito utilizza i cookie per offrirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie vengono memorizzate nel tuo browser e svolgono funzioni essenziali, come riconoscerti quando torni sul nostro sito e aiutare il nostro team a capire quali sezioni trovi più interessanti e utili.

Cookie strettamente necessari

I cookie strettamente necessari dovrebbero essere sempre attivati per poter salvare le tue preferenze per le impostazioni dei cookie.