Il futuro dell’ex tiro a volo di Murata approda in Consiglio Grande e Generale, che tornerà a riunirsi la prossima settimana. Tra i provvedimenti all’ordine del giorno figura anche un progetto di legge per tutelare l’area naturalistica, recuperare gli edifici esistenti e garantire che gli spazi rimangano a disposizione della cittadinanza.
Il testo, che riporta la firma di Maria Maddalena Bevitori, riguarda il terreno di proprietà pubblica situato nel Castello di Città di San Marino, lungo le pendici del Monte Titano.
L’obiettivo è definire le linee guida per un Piano particolareggiato di iniziativa pubblica, attraverso il quale stabilire quali interventi realizzare e quali attività ospitare, rispettando le caratteristiche ambientali della zona.
La proposta individua diverse possibilità di utilizzo, dalle attività didattiche e culturali agli spazi ricreativi, fino al verde attrezzato e allo sport all’aperto. Gli impianti sportivi dovranno però essere compatibili con l’ambiente, senza modificare la conformazione naturale del terreno o comportare abbattimenti di alberi tali da compromettere la continuità del bosco.
Un punto centrale riguarda proprio la salvaguardia del patrimonio arboreo. Il progetto prevede una gestione forestale di lungo periodo, con interventi mirati a favorire la crescita naturale della vegetazione, proteggere il suolo dall’erosione e conservare la biodiversità.
Anche gli spazi erbosi affacciati sul crinale del Titano dovranno essere mantenuti con particolare attenzione. Sono previste falciature periodiche, lasciando alcune fasce di vegetazione spontanea per tutelare gli insetti impollinatori e favorire i cicli naturali delle piante.
Per quanto riguarda gli edifici, la proposta punta innanzitutto al recupero delle strutture già presenti, pur consentendo eventuali ampliamenti o nuove costruzioni nei limiti stabiliti dal futuro Piano particolareggiato.
La destinazione dell’immobile principale viene invece indicata con precisione: l’ex tiro a volo dovrà rimanere uno spazio pubblico polifunzionale, utilizzabile per iniziative associative, culturali, ricreative e di studio.
Particolarmente significativo l’articolo dedicato all’accessibilità. Il testo stabilisce infatti che l’intera area non potrà essere concessa per attività che limitino la libera fruizione da parte della popolazione.
La definizione concreta degli interventi sarà affidata a un lavoro congiunto tra le Segreterie di Stato competenti, gli uffici pubblici e il Centro Naturalistico Sammarinese, con la possibilità di coinvolgere associazioni e rappresentanti della società civile.
Il progetto di legge sarà quindi uno dei temi della nuova sessione del Consiglio Grande e Generale, in programma dal 26 al 29 ottobre, con ulteriori sedute previste dal 4 al 6 novembre.
