San Marino avrà una scuola internazionale.
Con una delibera del 13 ottobre il Congresso di Stato ha autorizzato l’International School di Rimini ad aprire una sede nella Repubblica, aprendo così la strada all’avvio dell’attività. Si tratta di un istituto privato bilingue attivo in Romagna dal 2018, che insegna in lingua inglese con docenti madrelingua dalla scuola primaria fino alle superiori e che già oggi conta diversi studenti sammarinesi.
L’idea non è nuova.
I fondatori avevano guardato al Titano già otto anni fa, al momento della nascita della scuola, trovando ascolto nella politica, ma il progetto si era arenato davanti a un quadro normativo meno agile di quello italiano per gli istituti privati. A sostenere l’operazione c’è anche il gruppo Colombini, il cui presidente Emanuel Colombini è tra i fondatori e siede nel consiglio di amministrazione della scuola.
Il Segretario di Stato all’Istruzione Teodoro Lonfernini ha inquadrato la decisione in una strategia di ampliamento e diversificazione dell’offerta formativa: una possibilità in più per i ragazzi e le famiglie sammarinesi, che non dovranno più varcare il confine, e un elemento di attrattività per gli studenti dei territori vicini.
Non sono ancora noti la sede, i tempi di apertura e il numero di iscritti previsti.
La notizia va letta insieme al percorso europeo della Repubblica. Un Paese che chiede di integrarsi nel mercato unico ha bisogno di competenze linguistiche diffuse, di professionisti internazionali disposti a trasferirsi qui con le proprie famiglie, di un sistema educativo che dialoghi con il mondo.
Una scuola internazionale non sostituisce la scuola pubblica, che resta il pilastro del sistema, ma può affiancarla e stimolarla. E può diventare, anche, una piccola leva per l’attrazione di investimenti.
