L’estate 2026 è stata la più calda mai registrata a San Marino dal 1951, anno dal quale parte la serie storica del Centro Meteorologico Sammarinese. Alla centralina di Città la temperatura media tra giugno e agosto ha raggiunto i 25 gradi, superando nettamente i 24,4 dell’estate 2003, che deteneva il precedente primato.
Secondo i dati elaborati dal Centro Meteorologico Sammarinese, l’anomalia rispetto alla media climatica 1991-2020 è stata di +3,2 gradi. Particolarmente significativo il numero delle giornate molto calde: a San Marino Città sono stati registrati 45 giorni con almeno 30 gradi, contro una media di appena 12. La temperatura più alta, 34,3 gradi, è stata raggiunta il 7 agosto. Numerose anche le notti con temperature superiori ai 20 gradi: 57 rispetto alle 33 abituali.
Al caldo eccezionale si è accompagnata una forte carenza di precipitazioni. Nei tre mesi estivi sono caduti a Città appena 79 millimetri di pioggia contro i 155 normalmente attesi, facendo dell’estate 2026 la decima più secca degli ultimi 71 anni. Il deficit ha interessato in maniera piuttosto uniforme tutta la Repubblica: sul territorio sono stati calcolati mediamente 88 millimetri contro i 168 di un’estate normale, appena il 53% delle precipitazioni attese.

Una situazione resa più delicata dal fatto che anche la primavera era stata particolarmente asciutta. L’indice di siccità SPI a sei mesi è sceso a -1,48, indicando una condizione di siccità moderata. A fine agosto, inoltre, la riserva di acqua utile presente nel terreno era ridotta all’8% della capacità, un dato che fotografa gli effetti di mesi caratterizzati da temperature elevate e precipitazioni insufficienti.
