Il progetto di legge sull’edilizia sociale arriva in prima lettura nel prossimo Consiglio Grande e Generale. Previsti alloggi pubblici temporanei e, quando non disponibili, un contributo per affittare sul mercato privato. La sessione si apre il 7 settembre
Un aiuto fino a 250 euro al mese per pagare l’affitto, oppure la possibilità di ottenere temporaneamente un’abitazione di proprietà pubblica. È una delle novità contenute nel progetto di legge “Misure di sostegno in materia di edilizia sociale”, destinato ad approdare nel prossimo Consiglio Grande e Generale.
Il provvedimento è stato presentato il 27 agosto dalla Segreteria di Stato con delega alla Cooperazione e figura al comma 21 dell’ordine del giorno, per l’esame in prima lettura. La lunga sessione consiliare di settembre si aprirà lunedì 7 settembre e proseguirà nelle giornate dell’8, 9, 15, 16, 17, 18, 21, 22 e 23 settembre.
Il principio alla base della proposta è quello di offrire una risposta alle persone e alle famiglie che si trovano in una “reale e comprovata situazione di fabbisogno abitativo”. Il primo strumento previsto è l’assegnazione temporanea in locazione di immobili di proprietà dell’Eccellentissima Camera. 17160238Pdlcombinatopers.pdf
L’accesso non sarebbe però generalizzato. Tra i requisiti indicati dal progetto figurano la cittadinanza sammarinese oppure una residenza anagrafica ed effettiva da almeno cinque anni, la maggiore età e l’assenza della proprietà, nuda proprietà, usufrutto o diritto di abitazione su immobili destinati a civile abitazione, anche all’estero. Il richiedente deve inoltre trovarsi in particolari condizioni familiari o lavorative, avere gravi necessità economiche oppure condizioni fisiche tali da rendere necessaria un’immediata sistemazione abitativa. 17160238Pdlcombinatopers.pdf
C’è poi un limite economico particolarmente importante: il reddito netto del nucleo familiare risultante dall’ultima dichiarazione non deve essere superiore a 16mila euro. Per mantenere il beneficio nel secondo anno, il reddito netto annuo della famiglia non potrà invece superare i 20mila euro. 17160238Pdlcombinatopers.pdf
L’assegnazione dell’alloggio avrebbe inizialmente una durata massima di 24 mesi. In presenza dei requisiti potrebbe però essere prorogata annualmente dal Congresso di Stato, fino a un massimo di cinque anni, con le eccezioni e le condizioni previste dal progetto. 17160238Pdlcombinatopers.pdf
Anche il canone sarebbe parametrato alla situazione economica. La proposta stabilisce una quota calcolata sul reddito netto annuo della famiglia: 5% fino a 3mila euro, 10% tra 3.001 e 8mila, 15% tra 8.001 e 16mila e 25% tra 16.001 e 20mila euro. 17160238Pdlcombinatopers.pdf
Ma il punto probabilmente destinato ad attirare maggiormente l’attenzione è quello previsto nel caso in cui lo Stato non disponga di alloggi da assegnare. In presenza dei requisiti, il Congresso di Stato potrebbe autorizzare un contributo di 250 euro al mese per dodici mesi, rinnovabile per altri dodici, destinato a sostenere il pagamento dell’affitto di un immobile sul mercato privato. Il canone complessivo dell’abitazione scelta non potrebbe comunque superare 750 euro mensili. Il contributo verrebbe versato direttamente al proprietario dell’immobile. 17160238Pdlcombinatopers.pdf
Il beneficio sarebbe quindi pari a 3mila euro in un anno e fino a 6mila euro nell’arco massimo di 24 mesi. Il progetto stabilisce inoltre che le risorse siano riconosciute fino all’esaurimento dello specifico capitolo di spesa e che le domande eventualmente escluse per mancanza di fondi possano essere ripresentate nell’esercizio finanziario successivo. 17160238Pdlcombinatopers.pdf
La proposta introduce anche una serie di controlli e cause di decadenza: dal mancato pagamento del canone per tre mesi alla cessione dell’alloggio a terzi, fino all’utilizzo dell’immobile per attività illecite o alla perdita dei requisiti economici. Nei casi previsti, la procedura potrebbe arrivare fino allo sfratto e al recupero dell’immobile.
Il testo è per ora soltanto all’inizio del proprio percorso parlamentare: a settembre arriverà in Aula in prima lettura, come conferma la documentazione ufficiale del Consiglio Grande e Generale. Sarà quindi il confronto politico e il successivo iter consiliare a stabilire se e in quale forma queste nuove misure per l’emergenza abitativa diventeranno legge.
