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Attualità

San Marino, congedi e maternità: la CSdL stima aumenti per circa il 90% dei genitori

La nuova legge sammarinese a sostegno della famiglia, della maternità e della natalità introduce importi minimi garantiti per i congedi, con benefici economici che, secondo la CSdL, interesseranno circa il 90% dei genitori che usufruiranno delle indennità. Il sindacato analizza gli effetti della riforma attraverso i dati forniti dall’ISS relativi al 2025, evidenziando le differenze rispetto alla normativa precedente, soprattutto per chi ha contratti part-time o retribuzioni basse.

“Più volte abbiamo espresso apprezzamento per i nuovi diritti e l’aggiornamento di quelli preesistenti previsti dalla recente legge sugli interventi a sostegno della famiglia, della maternità e della natalità. Vogliamo renderne maggiormente visibili alcuni degli effetti, con particolare riferimento ai congedi parentali (ex aspettativa post-partum) e per la gravidanza. Per coloro che hanno contratti part-time o retribuzioni particolarmente basse la differenza è marcata”, si legge nel comunicato.

Il primo intervento riguarda l’indennità per maternità anticipata, prevista quando il medico dispone l’astensione dal lavoro durante i primi sei mesi di gravidanza in presenza di mansioni a rischio per la gestante e il feto.

“L’importo è pari al 100% della retribuzione, comunque non inferiore alla retribuzione media contrattuale di un lavoratore dell’industria, che nel 2026 è pari a 2.249,21 euro mensili, al lordo di imposte e contributi”, riporta la CSdL. In busta paga, al netto dei contributi ed escluso FONDISS, l’importo indicato è di 2.073,77 euro. Nel 2025 hanno usufruito di questa misura mediamente 16 lavoratrici dipendenti al mese: nessuna ha percepito più di 2.000 euro, due hanno ricevuto meno di 500 euro e quattro tra 500 e 1.000 euro.

Per il congedo per gravidanza e puerperio, della durata di cinque mesi, l’indennità resta pari al 100% della retribuzione percepita, ma viene garantito un minimo corrispondente all’80% della retribuzione media contrattuale di un lavoratore dell’industria. Nel 2026 la soglia è di 1.799,29 euro mensili lordi, pari a 1.658,95 euro al netto dei contributi, escluso FONDISS.

“Nel 2025, quale media mensile, hanno percepito questa indennità 61 lavoratrici ed 1 lavoratore dipendente: solo 13 di esse/i hanno percepito un’indennità superiore a 2.000 euro, mentre 6 hanno ricevuto meno di 500 euro e 8 tra 500 e 1.000 euro”, precisa il comunicato.

La riforma modifica anche il congedo parentale fino al primo anno di vita del figlio, precedentemente indennizzato al 40% della retribuzione. “Ora è stato aumentato all’80% per i primi tre mesi, con un importo minimo pari a 1.500 euro mensili, mentre è rimasto al 40% per i mesi successivi, ma con un importo minimo di 1.000 euro”.

I dati del 2025 mostrano che questa indennità è stata percepita mediamente da 71 genitori al mese, di cui due padri. Soltanto uno ha ricevuto più di 1.500 euro, mentre 17 hanno percepito meno di 500 euro e 52 tra 500 e 1.000 euro.

Per il periodo successivo al primo anno e fino ai 18 mesi, il congedo resta indennizzato al 20% della retribuzione, a condizione che il bambino non frequenti l’asilo nido. La novità è l’introduzione di un minimo di 500 euro mensili. Nel 2025 ne hanno usufruito mediamente 16 genitori al mese, tra cui un padre, e nessuno ha percepito un importo superiore a 500 euro. Entrambi i congedi parentali prevedono maggiorazioni in caso di parto gemellare.

“Seppure con proporzioni differenti, si può quindi affermare che i genitori che si troveranno nella condizione di usufruire di queste indennità ne trarranno un beneficio economico significativo rispetto alla normativa precedente in circa il 90% dei casi”, sostiene la CSdL.

Il sindacato precisa che i dati ISS riguardano il settore privato e le lavoratrici autonome. Per queste ultime, sulla base del dato medio, gli aumenti dell’indennità di gravidanza e puerperio interesseranno il 50%.

“Non è detto che questo provvedimento, da solo, favorirà l’aumento delle nascite, ma sicuramente avrà fornito un riconoscimento effettivo e doveroso nei confronti di coloro che decidono di mettere al mondo un figlio”, conclude il comunicato.