Di seguito l’intervento integrale pronunciato oggi in Consiglio Grande e Generale dal consigliere Matteo Rossi (PSD) nel dibattito successivo all’annuncio del completamento della procedura di approvazione dell’Accordo di associazione tra San Marino e l’Unione europea.
Matteo Rossi (PSD): «È arrivato finalmente il giorno più atteso, il giorno più bello tra i tanti che abbiamo trascorso qui dentro, in Consiglio Grande e Generale. È un giorno che definisco storico.
Ieri, proprio mentre eravamo impegnati in Commissione Esteri in un dibattito aperto su altri temi, avevamo tutti le orecchie tese a quello che accadeva a Bruxelles. Quando è arrivata la notizia che fondamentalmente tutti ci aspettavamo, abbiamo capito che questo passaggio porterà solo cose positive per il nostro Paese.
A nome del mio partito, sento il dovere di ringraziare calorosamente il Segretario Beccari per aver tenuto duro e per aver dimostrato che quando la visione politica supera le polemiche e gli strali, e si è convinti della giustezza della strada intrapresa, si riesce a portare la barca in porto con il vessillo spiegato. Segretario, so che in questi ultimi mesi ha vissuto momenti personali difficili e questo risultato è una parziale ricompensa; a lei va il grazie di tutto il Partito dei Socialisti e dei Democratici.
Ci uniamo ai ringraziamenti per tutta la nostra diplomazia, per l’apparato degli esteri e per tutti i partiti che hanno sempre sostenuto questo percorso. Era evidente che San Marino dovesse fare qualcosa per aprirsi al mondo.
Ricordo il referendum del 2013 come un punto di svolta personale, essendo stata una delle prime iniziative politiche a cui ho partecipato insieme a molti compagni oggi presenti in aula. Ricordo ancora la lettera inviata allora al Presidente Barroso, che forse era una provocazione ma rappresentava un urlo del Paese che voleva cambiare, aprirsi e crescere.
Il superamento dell’impasse al COREPER ci permette oggi di analizzare le vicende in modo più obiettivo. Io penso che dal 2020 ad oggi ci sia stato un netto cambio di mentalità nell’approcciarsi alle istituzioni. Vedo un tribunale che lavora e mi sento di elogiare il suo operato perché ha tenuto duro di fronte a determinati ricatti legati alla vicenda del caso bulgaro, accreditando la Repubblica agli occhi della comunità internazionale. Non abbiamo ceduto e i messaggi di stima arrivati dai primi ministri dell’Unione Europea sono il segno del successo della nostra politica estera.
Siamo riusciti a non piegarci nonostante l’importanza epocale dell’obiettivo. Mi viene in mente un’esperienza recente all’Unione Interparlamentare dove si diceva, forse alimentati da una parte dell’opposizione, che la Germania avrebbe bloccato tutto per via di certi interessi. Ci siamo interfacciati con un ex ministro tedesco che ci ha semplicemente detto di stare tranquilli perché era solo un processo tecnico legato alla suddivisione in Lander; infatti due giorni dopo è arrivato il “semaforo verde” dalla Germania.
Anche la recente visita della Commissione Affari Esteri della Camera italiana è stata epocale: per la prima volta San Marino ha ricevuto un endorsement fortissimo dall’Italia, che ci ha invitato come osservatori al COSAC e ha aperto a collaborazioni economiche e finanziarie per risolvere le nostre problematiche.
Vi ricordate la paura che avevamo anche solo di parlare di San Marino negli anni della black list? Oggi quella realtà è trasmutata in un percorso di coerenza e visione riconosciuto da quasi tutta la comunità mondiale. San Marino non è più visto come il Paese delle evasioni o delle cartiere, ma come un Paese il cui “standing” è rappresentato dalla sua collocazione internazionale e dall’Europa.
Dobbiamo essere convinti nell’investire nelle infrastrutture e nel rinforzare lo Stato per renderlo accogliente agli occhi degli investitori sani. Da ieri sono convinto che ci sia la fila fuori dalla dogana perché tutti stanno capendo che San Marino è una grandissima opportunità di sviluppo; noi dobbiamo essere capaci di accogliere investitori di alto livello.
Questo nuovo status ci deve permettere di attrarre economia pulita, come stiamo già facendo da anni con ottimi risultati. I dati sulle entrate e i rating internazionali sono sotto gli occhi di tutti; siamo partiti dalle difficoltà del 2020 arrivando all’upgrade di tutte le agenzie grazie a sacrificio e impegno.
Chiediamo ora con forza l’attuazione dell’agenda per lo sviluppo e per la crescita, mettendo il Paese nelle condizioni di attrarre imprenditori seri e facendo ripartire il volano della finanza. Abbiamo dimostrato di avere le carte in regola anche grazie a chi vigila, come il tribunale, evitando che certe situazioni rovinino quanto costruito con fatica.
Mi congratulo ancora con lei, Segretario, e con tutti per questo grande risultato che non sarà certo l’ultimo. Aspettiamo ora la firma definitiva.»





