Di seguito l’intervento integrale pronunciato oggi in Consiglio Grande e Generale dalla consigliera Sara Conti (Repubblica Futura), che dopo aver espresso soddisfazione per il percorso dell’Accordo di associazione con l’Unione europea ha presentato due ordini del giorno riguardanti la selezione dei candidati a giudice della Corte EDU e il ruolo dell’Avvocatura dello Stato.
Sara Conti (Rf): Sono molto contenta di poter finalmente celebrare questo risultato così importante per la Repubblica di San Marino. Si tratta di un traguardo costruito con pazienza e determinazione in oltre dieci anni di lavoro, un percorso che ha attraversato quattro, anzi cinque governi e che, grazie al contributo di tanti uomini e donne delle istituzioni, della diplomazia e della pubblica amministrazione sammarinese, è finalmente giunto oggi in Aula. Questa è la dimostrazione più emblematica del fatto che le grandi scelte di politica estera non appartengano a una singola maggioranza o a un’opposizione, ma all’intero Paese. È stato un cammino lungo e complesso, ma sempre sostenuto dalla ferma convinzione che il futuro di San Marino passi necessariamente da un rapporto più stretto con l’Unione Europea. Certamente non siamo ancora arrivati alla fine del percorso, come hanno ricordato i colleghi prima di me, e manca ancora l’ultimo tratto di strada, ma il traguardo è ormai sempre più vicino.
Siamo qui però per fare politica e non possiamo negare l’esistenza di una coincidenza che difficilmente può passare inosservata. Per mesi il Governo ha sostenuto con forza che il veto della Bulgaria non avesse alcun collegamento con la vicenda giudiziaria relativa ai 15 milioni di euro sequestrati, eppure il veto è stato ritirato proprio all’indomani della decisione del Tribunale di dissequestrare e restituire quelle somme. Non è mia intenzione fare polemica, ma ciascuno trarrà liberamente le proprie conclusioni. Oggi prevale comunque la soddisfazione, perché questo è un successo dell’intera Repubblica di San Marino, frutto della continuità, della responsabilità e della credibilità costruita negli anni, oltre che del lavoro di chi, con determinazione, ha contribuito a portare il Paese così vicino all’Europa. Ed è proprio sulle nostre istituzioni, che riteniamo il centro della rappresentanza internazionale del Paese, che oggi abbiamo deciso di presentare due ordini del giorno.
Questi atti affrontano questioni diverse, ma sono accomunati dal medesimo principio: la tutela delle istituzioni della Repubblica e la valorizzazione delle competenze sammarinesi nei rapporti con le istituzioni internazionali sono di fondamentale importanza. Non si tratta di una questione di chiusura verso l’esterno, poiché San Marino ha sempre saputo confrontarsi con il contesto internazionale e, quando necessario, avvalersi di professionalità esterne. Tuttavia, una cosa è ricorrere a competenze specialistiche in casi particolari, un’altra cosa è sostituire progressivamente le professionalità interne anche in quelle funzioni che rappresentano direttamente lo Stato. Il primo ordine del giorno riguarda il bando per la selezione della terna dei candidati a giudice della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Per la prima volta, senza che siano state fornite motivazioni convincenti, si è deciso infatti di aprire questa selezione a cittadini di qualsiasi Paese.
È una scelta che non condividiamo, non per una logica di chiusura, ma perché il giudice eletto presso la Corte EDU rappresenta un elemento di prestigio istituzionale e testimonia la qualità della comunità giuridica di uno Stato. San Marino, fino a oggi, è sempre stato in grado di individuare candidature autorevoli tra i propri cittadini; una di queste persone siede proprio al mio fianco. Non si comprende, quindi, perché si debba rinunciare a valorizzare le professionalità sammarinesi proprio in un ruolo così delicato, anche perché il nostro ordinamento segue una logica ben diversa: persino per accedere ai ruoli della pubblica amministrazione sammarinese è richiesta la cittadinanza o la residenza. Risulta dunque singolare che, proprio quando si tratta di individuare chi sarà chiamato a ricoprire una delle più alte funzioni giurisdizionali internazionali riconducibili alla Repubblica, si scelga invece di aprire indistintamente la selezione a chiunque, indipendentemente da qualsiasi legame con il nostro Paese.
C’è poi un ulteriore profilo che merita una riflessione: il giudice della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo non rappresenta un governo, una maggioranza o un’opposizione, ma rappresenta la Repubblica di San Marino e tutti noi. Per questo è stato sinceramente deprecabile sentire evocare in quest’Aula figure di parte, quasi a suggerire che il giudice sammarinese presso la Corte potesse agire secondo appartenenze politiche o influenzare l’esito di una decisione in ragione di presunte vicinanze. È un’immagine che non rende giustizia né all’autorevolezza della Corte né alla dignità dell’incarico ricoperto. Quel giudice rappresenta il nostro Paese attraverso la propria indipendenza, la propria competenza e il proprio prestigio professionale. Attribuirgli una connotazione politica significa svilire un’istituzione che dovrebbe invece essere rispettata da tutti, indipendentemente dalle appartenenze. Per queste ragioni, riteniamo importante continuare a valorizzare i giuristi sammarinesi di alto profilo e chiediamo che il bando venga ritirato e rapidamente ripubblicato, prevedendo quale requisito la cittadinanza sammarinese o la residenza nella Repubblica.
Il secondo ordine del giorno riguarda invece la decisione del Congresso di Stato di sostituire il dirigente dell’Avvocatura dello Stato nel ruolo di agente del governo presso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Anche questa scelta desta profonde perplessità, non soltanto perché appare difficilmente conciliabile con l’impostazione della legge che disciplina l’Avvocatura dello Stato, ma soprattutto perché trasmette un messaggio sbagliato: quello di uno Stato che non ripone fiducia nelle proprie strutture e nelle professionalità che operano al suo interno. Da anni assistiamo a un ricorso sempre più frequente a professionisti esterni, anche in procedimenti di particolare rilievo, con incarichi spesso molto onerosi. Ora si arriva addirittura a sostituire l’agente del governo presso la Corte EDU con un professionista esterno, esautorando l’Avvocatura di Stato da una funzione che le apparterrebbe per legge e per natura. Non è questo il modello istituzionale che riteniamo giusto: l’Avvocatura dello Stato rappresenta un presidio di competenza, continuità e memoria istituzionale. Indebolirne il ruolo significa, a nostro avviso, indebolire lo Stato stesso. Chiediamo quindi che si torni alla soluzione prevista dall’ordinamento, conferendo tale funzione al dirigente o a un funzionario dell’Avvocatura di Stato.
Procedo ora con la lettura degli ordini del giorno. Il primo:
“Il Consiglio Grande e Generale, visto che l’attuale governo, contrariamente a quanto verificatosi nelle precedenti occasioni, col bando pubblicato dalla Segreteria di Stato per gli Affari Esteri il 15 giugno 2026, ha inspiegabilmente deciso di aprire la selezione della terna dei candidati a giudice della Corte Europea dei Diritti Umani a cittadini di qualsiasi Paese; considerata l’importanza del ruolo anche in termini di valorizzazione delle competenze dei giuristi sammarinesi; ritenuto che l’individuazione di un giudice nazionale residente o cittadino sia un dato di sovranità statuale inalienabile e che la Repubblica sia sempre stata in grado di formare terne di aspiranti scegliendo tra i propri cittadini; impegna il governo a ritirare immediatamente il bando suddetto, riemettendone rapidamente uno nuovo che preveda quale condizione la cittadinanza sammarinese o la residenza in questa Repubblica”.
Il secondo ordine del giorno: “Il Consiglio Grande e Generale, considerata la deprecabile pratica instaurata da anni dal governo di conferire a giuristi stranieri incarichi professionali in processi penali importanti a San Marino, con parcelle di importi che in alcuni casi arrivano a centinaia di migliaia di euro; visto che, in ulteriore palese violazione di quanto previsto in materia di competenza dell’Avvocatura dello Stato dalla legge numero 12 del 2022, il governo, con delibera del Congresso di Stato numero 17 del 26 maggio 2026, ha deciso di esautorare il dirigente dell’Avvocatura dallo svolgere il ruolo di agente del governo presso la Corte EDU, sostituendolo dal primo giugno 2026 con un giurista italiano che, dai curricula presenti su internet, sembra non avere alcuna esperienza professionale pregressa nel settore dei diritti umani, non conoscere la lingua inglese e non conoscere neppure il diritto sammarinese; ritenuto che questa deriva dimostri la considerazione infima che il governo ha dei professionisti sammarinesi; impegna il governo a revocare con effetto immediato l’incarico attribuito all’avvocato Luciano Calamaro e a conferire il medesimo, come da prassi e da legge, al dirigente o a un funzionario dell’Avvocatura dello Stato“.
Crediamo semplicemente che la Repubblica debba avere fiducia in se stessa, nei propri professionisti e nei cittadini sammarinesi che vogliamo valorizzare. Chiedo dunque all’Aula di riflettere attentamente su queste tematiche e sui nostri ordini del giorno.





