Beccari: “Accordo di associazione, è una giornata fondamentale per la Repubblica”

da | 16 Lug 2026

Con un intervento pronunciato oggi in Consiglio Grande e Generale, il Segretario di Stato per gli Affari Esteri, Luca Beccari, ha annunciato il completamento della procedura di approvazione dell’Accordo di associazione tra la Repubblica di San Marino e l’Unione europea da parte del Consiglio dell’Unione europea. Di seguito il testo integrale dell’intervento, riportato senza variazioni.

Luca Beccari, Segretario di Stato: «Eccellenze, onorevoli consiglieri e cari colleghi, ho pensato spessissimo a questo momento e mi sono chiesto se davvero sarebbe mai arrivato, ma alla fine la speranza è l’ultima a morire. È davvero con un piacere immenso che vi comunico che proprio in questi minuti si è conclusa ufficialmente la procedura di approvazione da parte del Consiglio Europeo del nostro accordo di associazione.

Stiamo vivendo tre giorni in cui San Marino ha ottenuto tre sì fondamentali: martedì è stato il turno del gruppo EFTA, che è la sede di confronto del Consiglio Europeo, dove gli Stati hanno dato il via libera al passaggio previsto per il giorno successivo. In quella sede il nostro accordo è stato approvato all’unanimità, proprio come in EFTA, e dobbiamo ringraziare l’intervento della presidenza irlandese che, coerentemente con gli annunci fatti all’inizio del suo mandato, ha considerato questo accordo una priorità assoluta.

Nonostante non ci fossero riunioni del Consiglio in calendario nell’immediato, la presidenza ha adottato la cosiddetta “procedura scritta” prevista dal regolamento e i Paesi membri hanno dato il loro consenso formale. Da oggi, il Consiglio Europeo ha terminato la sua parte di approvazione dell’accordo e ci troviamo quindi di fronte al prossimo grande passaggio che sarà la firma definitiva. Si tratterà di una firma che non richiederà altri adempimenti intermedi. Stiamo aspettando di definire il periodo preciso, ma in linea di principio, considerando che devono decorrere almeno otto settimane da oggi, la firma dovrebbe avvenire tra la fine di settembre e i primi giorni di ottobre.

Sarà una firma congiunta tra San Marino, Andorra e ovviamente la Commissione Europea; dopodiché, come ho già spiegato, Andorra e San Marino seguiranno percorsi separati per quanto riguarda la ratifica e i passaggi interni.

Abbiamo raggiunto un risultato grandissimo che va analizzato guardando tutto il percorso fatto fin qui. Io ho portato il testimone di questa lunga traversata negli ultimi sei anni e forse mi è toccata la parte politicamente più pesante. All’inizio questo accordo era visto quasi come un’eventualità remota, non era stato metabolizzato come una priorità, ma io sono solo l’ultimo portatore di un testimone partito grazie alla volontà politica di altre maggioranze e di altri governi precedenti.

È stata la continuità tra le varie maggioranze a permetterci di arrivare oggi a questo traguardo, quindi è doveroso ricordare tutti i miei predecessori che hanno avviato il cammino, perché ognuno di loro ha dato un contributo fondamentale. Bisogna ringraziare i partiti politici che hanno sempre sostenuto questo percorso, nonostante i ruoli di maggioranza o opposizione; anche una parte dell’opposizione attuale ha sempre appoggiato l’accordo, e persino il mio partito, quando si trovava in minoranza, ha fatto tante battaglie ma non ha mai ostacolato l’accordo di associazione, favorendone sempre il proseguimento.

Il significato politico di questo risultato va letto in quella che considero una trasformazione epocale per San Marino. È successo quando il Paese ha capito che il concetto del “noti a noi, ignoti agli altri” non funzionava più, quando abbiamo compreso che non potevamo inventarci regole interne ignorando quello che succedeva fuori dai nostri confini. Abbiamo capito che la nostra ricchezza non doveva essere quella portata dagli altri per evadere o eludere, ma quella che riuscivamo a produrre noi come Paese, fatta di industria e di talento.

Dal 2008 in poi San Marino ha intrapreso una strada che ci ha portato a un nuovo piano di relazioni con il mondo, in primis con l’Italia, il nostro partner storico, ma ora con l’intera Unione Europea. Da oggi non abbiamo più solo un’interlocuzione con l’Italia o generica con l’Unione, ma un’interlocuzione qualificata con tutti i 27 Stati membri, con i quali potremo creare sistemi di cooperazione e sviluppo molto più ampi di quelli a cui siamo stati abituati.

Questo passaggio è figlio della coerenza messa in campo negli anni e lasciatemi dire che è figlio anche della tenacia con cui abbiamo resistito a quello che è stato un vero massacro mediatico e politico, tra polemiche interne ed esterne. Ho ricevuto tanti messaggi in questi due giorni e molti mi chiedevano come avessi fatto a resistere a questa tormenta. Non c’è un segreto particolare, se non la consapevolezza profonda di fare la cosa giusta nell’interesse esclusivo del Paese e delle nuove generazioni, per garantire maggiori possibilità alle nostre imprese.

Abbiamo lavorato bene per meritarci questo passaggio; non stiamo firmando con la pistola puntata o sotto la minaccia di uscire dall’euro o dal sistema bancario come accaduto purtroppo in passato. Oggi firmiamo un accordo che anche l’Europa vuole fortemente, come dimostrano le parole del presidente Costa che ha sottolineato l’importanza per l’Europa di un accordo con vicini che condividono gli stessi principi.

Questo nuovo livello di relazione non ci limita, ma ci permette di mantenere un ventaglio di collaborazioni senza confini regionali o continentali. San Marino ha relazioni con centosessanta Paesi e continuerà ad allargarle; se prima il punto di partenza per parlare con il mondo era l’Italia, ora sarà l’Italia e sarà anche l’Europa.

Oggi è una giornata fondamentale per la Repubblica e non per me personalmente; mi sento sicuramente più leggero, questo è sicuro, ma è il Paese che deve celebrare. Potrei stare qui a fare polemica o a togliermi dei sassolini dalle scarpe ricordando chi diceva certe cose in passato, ma non mi interessa perché non è questo lo spirito della giornata. Mi auguro che il clima positivo visto ieri in Commissione Esteri si trasmetta anche a questa seduta del Consiglio.

Nelle prossime ore vi comunicheremo l’agenda precisa con i passaggi che ci porteranno alla firma. Infine, ci tengo a ringraziare le persone che non appaiono mai, i funzionari del Dipartimento Affari Esteri e della Direzione Affari Europei, i nostri ambasciatori e capi missione. Loro garantiscono la continuità mentre noi politici andiamo e veniamo. Da loro ripartiremo per la fase dell’applicazione dell’accordo, dove la nostra missione diplomatica cambierà volto.»

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