Tra la fine di settembre e i primi di ottobre arriva la firma. Ma per Matteo Rossi il lavoro vero comincia dopo.
Matteo Rossi, del PSD, è intervenuto in Commissione Esteri sull’Accordo di associazione con l’Unione Europea. Ha ringraziato il Segretario Beccari per il suo riferimento sull’ultima fase del percorso. Rossi colloca la firma tra la fine di settembre e i primi di ottobre. Per il PSD, dice, è un passaggio storico: la bandiera europea compare anche nel logo del partito.
Poi l’elenco dei nodi da sciogliere. L’apparato bancario e finanziario, che impegnerà anche la Banca Centrale. Il cosiddetto “clarifying addendum”, che secondo Rossi ha sbloccato quasi tutta la situazione. L’armonizzazione fiscale, la fiscalità indiretta e l’Iva, già nel programma di Governo. E il tema del T2. «Le cose da fare saranno tantissime», dice il consigliere.
Dopo la firma parte la fase due: gli adempimenti previsti dall’Accordo e la formazione delle Commissioni, compresa quella parlamentare. Serve poi uno strumento per recepire la mole di norme dell’acquis, oggi non previsto dall’ordinamento sammarinese. Sul regolamento consiliare Rossi annuncia la seconda lettura in Consiglio.
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