Oltre 600 volontari mobilitati, 25mila posti sulla spiaggia e gli ultimi pass ancora disponibili. Rimini entra nelle ore decisive che precedono la visita di Papa Leone XIV, atteso domani, sabato 22 agosto. Dopo la tappa al Meeting per l’amicizia fra i popoli e gli altri appuntamenti previsti durante la giornata, alle 18.30 il Pontefice presiederà la Messa a piazzale Boscovich, momento conclusivo dell’incontro con la Chiesa riminese.
La macchina organizzativa è ormai pronta. Una parte importante sarà affidata proprio ai volontari, arrivati non soltanto dalle parrocchie e dalle realtà ecclesiali della Diocesi, ma anche da altre zone dell’Emilia-Romagna e d’Italia. Ci sono perfino turisti che, durante il soggiorno in Riviera, hanno deciso di mettersi a disposizione. Accoglienza, assistenza, controllo dei pass, indicazioni ai pellegrini e supporto alle persone più fragili sono alcuni dei compiti che saranno svolti durante la giornata.
“Quello che stiamo vivendo è molto più di un grande evento da organizzare: è un’esperienza di Chiesa. In questi mesi abbiamo visto tante persone mettere a disposizione tempo, energie, competenze e soprattutto il desiderio di servire”, sottolinea il vescovo di Rimini monsignor Nicolò Anselmi. “Sabato i volontari saranno il primo volto che molti incontreranno: attraverso il loro sorriso, la loro disponibilità e la loro attenzione, tutta la nostra comunità accoglierà il Papa”.
A coordinare questa squadra è Paolo Amadori, impegnato da settimane nell’assegnazione dei diversi servizi. “Tutti siamo indispensabili, ma tutti, allo stesso modo, siamo chiamati a svolgere un servizio: per la Chiesa, per il Papa e per le persone che incontreremo”. Il responsabile dei volontari mette al centro soprattutto l’accoglienza: “Il nostro compito – dice il 69enne diacono e responsabile dei volontari – non è soltanto far funzionare un’organizzazione complessa, ma fare in modo che ogni pellegrino si senta accolto. Un sorriso, una parola cortese, una mano tesa possono diventare il primo annuncio del Vangelo”.
Tra quanti hanno risposto all’appello c’è Anna Sartini, prima persona a iscriversi, il 21 aprile. “Quando c’è bisogno, la mia risposta è sempre la stessa: sì”. Un impegno, quello nel volontariato, maturato negli anni nella parrocchia di San Giuliano Borgo e nel Campo Lavoro Missionario. “Credo sia importante restituire almeno una parte di ciò che ho ricevuto nella vita. E poi… c’è il Papa”.
Da fuori diocesi arriverà invece Federica, 37 anni, della parrocchia di Terra del Sole, nell’area di Castrocaro. Insegnante di religione, ha già prestato servizio nell’accoglienza dei pellegrini durante il Giubileo a Roma. “Ho pensato che potevo dare una mano. Mi aspetto di vivere un’esperienza di servizio, incontrando persone, pregando insieme e condividendo una giornata importante”.
La visita sarà accompagnata anche da una serie di doni che raccontano Rimini e il territorio. Tra quelli preparati dalla Diocesi spicca una copia anastatica del Codice Gradenighiano, il manoscritto conservato alla Biblioteca Gambalunga considerato una delle più importanti copie miniate trecentesche della Divina Commedia. Realizzato tra il 1392 e il 1394, comprende 120 carte impreziosite da 24 miniature, compresa la raffigurazione di Paolo Malatesta e Francesca da Rimini davanti a Dante e Virgilio.
Un richiamo alla storia artistica romagnola caratterizzerà anche le 354 stole dei sacerdoti e dei diaconi concelebranti, stampate a mano dalla storica azienda Pascucci, attiva dal 1826. Il disegno raffigura una croce al centro di un cielo stellato ed è ispirato al mosaico del Mausoleo di Galla Placidia a Ravenna, con un richiamo anche al Paradiso di Dante e al titolo del Meeting 2026, L’amor che move il sole e l’altre stelle. Papa Leone XIV lascerà invece alla Diocesi un calice, che sarà utilizzato già durante la celebrazione della Messa.
Un altro dono arriverà dai detenuti della Casa circondariale di Rimini, che hanno preparato una scatola realizzata a mano contenente lettere e testimonianze di malati, giovani e famiglie. Anche Santarcangelo parteciperà con una riproduzione artistica dell’Arco Ganganelli, opera di Elvis Spadoni che sarà consegnata al Pontefice dal sindaco Filippo Sacchetti insieme al nuovo parroco della Collegiata, don Giampaolo Bernabini.
“Un dono non è soltanto un oggetto: è un modo per dire ‘questa è la nostra casa, questa è la nostra storia, questo è ciò che desideriamo condividere con te”, osserva monsignor Anselmi. “Domani vorremmo che Papa Leone sentisse soprattutto il dono dell’affetto e della preghiera di questa Chiesa”.
Intanto resta aperta fino all’ultimo la possibilità di assistere alla celebrazione. Sono ancora disponibili i pass per i settori sulla spiaggia e potranno essere ritirati anche sabato 22 agosto, dalle 9 alle 14, nella chiesa di San Girolamo in viale Principe Amedeo.
L’area di piazzale Boscovich sarà organizzata in settori contraddistinti da colori differenti. I posti a sedere saranno limitati, mentre sono previsti circa 25mila posti sulla spiaggia, dove sarà consentito utilizzare anche piccoli seggiolini pieghevoli. Durante l’evento saranno attivi punti di assistenza e distribuzione dell’acqua, mentre i volontari si occuperanno anche dell’accompagnamento delle persone più fragili e dell’orientamento dei partecipanti.
Prima dell’arrivo del Pontefice resta un ultimo momento di preparazione. Questa sera, venerdì 21 agosto alle 21, nella chiesa di San Nicolò, si terrà la veglia di preghiera organizzata dall’Ufficio di Pastorale Giovanile e Vocazionale insieme al vescovo Anselmi. Dalle 22.30 spazio anche a confessioni, adorazione e alla “biblioteca vivente”.
“Papa Leone viene a confermarci nella fede e a ricordarci che non siamo soli, che apparteniamo a una Chiesa universale”, conclude il vescovo. “Vorrei che sabato, accanto alla grande partecipazione, ci fossero soprattutto semplicità, preghiera, gioia e fraternità. Accogliere il Papa significa accogliere un dono, ma anche lasciarsi interrogare dalla sua presenza e dal suo messaggio”.
A Rimini il conto alla rovescia è ormai agli sgoccioli. Sabato sarà il giorno di Papa Leone XIV.
