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Attualità

Orionidi, da venerdì il cielo si accende con i resti di Halley

Da venerdì 2 ottobre e fino al 7 novembre torna lo sciame meteorico delle Orionidi, con il picco nella notte fra 21 e 22 ottobre. È l’appuntamento che si ripete ogni anno più o meno nelle stesse date, quando la Terra attraversa la scia di polveri e detriti lasciata dalla cometa di Halley.

Le particelle entrano nell’atmosfera a velocità altissima, circa 66 chilometri al secondo, si surriscaldano e producono quelle strisce di luce che chiamiamo stelle cadenti. Le Orionidi sono fra le più veloci in assoluto e lasciano spesso scie luminose che restano visibili per diversi secondi.

La cometa di Halley è una delle più famose del sistema solare, osservata dalla Terra da secoli. Impiega circa settantasei anni a completare un giro attorno al Sole ed è stata vista l’ultima volta nel 1986; tornerà visibile nel 2061. Nel frattempo, però, la Terra incrocia due volte l’anno il materiale che si è lasciata dietro: a maggio con le Eta Acquaridi e a ottobre, appunto, con le Orionidi.

Le meteore sembrano partire dalla costellazione di Orione, da cui prendono il nome, ma possono comparire in qualunque punto del cielo. In condizioni ideali, al picco se ne contano fra le dieci e le venti all’ora.

Per vederle non serve nulla: niente binocolo, niente telescopio, bastano gli occhi. Serve invece il buio. Il momento migliore è fra mezzanotte e l’alba, quando il cielo è più scuro; conviene cercare un punto lontano dai lampioni e con una vista il più possibile ampia, e concedere agli occhi quindici o venti minuti per abituarsi all’oscurità. Quest’anno c’è un piccolo ostacolo in più: al momento del picco la Luna sarà in fase gibbosa crescente, e la sua luce renderà più difficile distinguere le meteore più deboli. Le più luminose, però, resteranno visibili, soprattutto lontano dalle luci artificiali.

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