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Attualità

Nuovo ospedale, Ugolini: «Non è più responsabile far finta di nulla»

La domanda è tornata in Commissione IV da entrambi i lati dell’emiciclo, formulata quasi con le stesse parole. «Nuovo ospedale sì o nuovo ospedale no?», ha chiesto Luca Lazzari del PSD, dai banchi della maggioranza. «Il nuovo ospedale lo volete fare oppure no?», ha incalzato Emanuele Santi di Rete, dall’opposizione. La risposta più netta è arrivata dal Segretario di Stato per la Sanità e la Sicurezza Sociale, gli Affari Sociali e le Pari Opportunità Massimo Andrea Ugolini: «Continuare a far finta che il problema del nuovo ospedale non esista non sarebbe responsabile nei confronti delle future generazioni».

Netta sul principio, molto meno sui tempi. Il Direttore generale dell’ISS Claudio Vagnini ha confermato che l’orientamento è favorevole a una nuova struttura, rilevando i limiti di un edificio che ha superato i cinquant’anni e che va comunque mantenuto pienamente funzionale fino all’apertura del successore. Il nuovo ospedale, ha spiegato, dovrebbe essere organizzato per intensità di cura e costruito attorno a percorsi assistenziali più moderni. Poi la frase che pesa: «In questo momento non sono in grado di indicarvi una tempistica precisa».

Il Direttore amministrativo Manuel Canti ha spiegato perché quell’incertezza non è un dettaglio: senza sapere se l’orizzonte è di quattro, cinque o sei anni, diventa difficile decidere quali interventi sull’edificio attuale siano strutturali e quali soltanto transitori. Sul finanziamento, Canti ha precisato che la finanza di progetto può assumere forme molto diverse e non comporta necessariamente l’affidamento di servizi sanitari al privato, ma ha giudicato rigida la normativa sammarinese in materia, che risale al 2011.

Proprio l’esternalizzazione è il timore che Ugolini ha voluto disinnescare nella seduta serale: «I servizi pubblici che oggi eroghiamo devono continuare a essere erogati anche domani». Resta invece da costruire la soluzione finanziaria, valutando finanza di progetto, collaborazioni tra soggetti pubblici o tra pubblico e privato.

La critica più tagliente è arrivata da Matteo Casali di Repubblica Futura, che ha fotografato uno stallo di metodo prima che di merito: «I tecnici aspettano dalla politica un indirizzo sul modello sanitario, mentre la politica sembra aspettare dai tecnici la definizione di quel modello». Casali ha contestato anche l’assenza di una scadenza precisa per la relazione sul nuovo ospedale. Da Guerrino Zanotti di Libera è arrivato invece un avvertimento di segno opposto, rivolto a chi carica la nuova struttura di troppe aspettative: non va considerata «una panacea di tutti i problemi della sanità».

La giornata si è chiusa sull’ordine del giorno della maggioranza, letto da Marinella Lorena Chiaruzzi del PDCS, che sul punto chiede di valutare una struttura «modulare e adattabile all’evoluzione futura dell’assistenza sanitaria», di approfondire le diverse modalità di finanziamento e di ottenere dal Congresso di Stato una relazione sul percorso. Per Andrea Ugolini, sempre del PDCS, il documento serve a «cristallizzare ciò che è emerso durante la giornata». I lavori si sono interrotti verso le 23.30 e riprendono questa mattina alle 9 con le dichiarazioni di voto.

insider-sm-2026-09-30