Si aggrava il confronto tra Stati Uniti e Iran. Nella notte Washington ha condotto una nuova serie di attacchi contro obiettivi iraniani, mentre Teheran ha annunciato di aver colpito basi militari americane in Kuwait, Bahrein e Giordania, aprendo una nuova fase dell’escalation nella regione.
Secondo quanto dichiarato dal presidente Donald Trump, gli Stati Uniti hanno utilizzato 49 missili Tomahawk per colpire diversi obiettivi strategici. Trump ha inoltre precisato che Israele non avrebbe preso parte all’operazione e ha sostenuto di aver avuto contatti diretti con l’Iran. Una versione però respinta da Teheran.
In una nota riportata dall’agenzia iraniana Irna, le Guardie Rivoluzionarie hanno affermato che “le affermazioni del presidente statunitense Donald Trump secondo cui le autorità iraniane lo avrebbero contattato per porre fine ai bombardamenti sono categoricamente smentite”. Il comunicato aggiunge che “Teheran continuerà a rispondere militarmente a qualsiasi aggressione”.
Nel frattempo l’Iran ha minacciato di colpire le navi in transito nello Stretto di Hormuz, uno dei principali snodi mondiali per il traffico petrolifero, mentre il Kuwait ha disposto la chiusura temporanea del proprio spazio aereo. Il Pentagono ha definito l’operazione americana un “atto di diplomazia coercitiva”, mentre cresce la preoccupazione internazionale per un possibile ulteriore allargamento del conflitto.





