Nave sammarinese intercettata, Rete chiede l’intervento del Governo

da | 20 Mag 2026

Il movimento politico Rete interviene dopo la notizia relativa alla nave “Furleto”, battente bandiera sammarinese e partita nell’ambito della Global Sumud Flotilla, che secondo quanto riportato nel comunicato sarebbe stata intercettata in acque internazionali dalla Marina dello Stato di Israele, con il successivo fermo degli attivisti presenti a bordo.

Nella nota diffusa oggi, Rete esprime una dura presa di posizione nei confronti dell’accaduto e chiede un intervento diretto delle istituzioni sammarinesi.

“Apprendiamo che la nave ‘Furleto’, battente bandiera sammarinese e salpata con la Global Sumud Flotilla, è stata intercettata in acque internazionali dalla Marina dello Stato di Israele, che ha sequestrato gli attivisti imbarcati”, si legge nel comunicato.

Il movimento politico definisce quanto avvenuto una violazione della giurisdizione sammarinese.

“Quello compiuto dai militari israeliani costituisce, secondo il diritto marittimo, un vero e proprio atto di pirateria contro la giurisdizione sammarinese”, afferma Rete.

Nel documento vengono inoltre richiamate le posizioni politiche del movimento rispetto al conflitto in Medio Oriente e alla situazione nei territori palestinesi.

“Da anni assistiamo alla brutale e sistematica violazione – da parte del regime di Tel Aviv – del diritto umanitario e delle convenzioni internazionali”, prosegue il comunicato.

Nella nota vengono citati anche il conflitto nella Striscia di Gaza, la situazione in Cisgiordania e altri aspetti collegati al quadro geopolitico dell’area.

Rete esprime quindi vicinanza agli attivisti coinvolti.

“Esprimiamo dunque la nostra piena e incondizionata solidarietà agli attivisti sequestrati e ci appelliamo alla comunità internazionale e ai governi interessati affinché si adoperino per la loro immediata liberazione”, scrive il movimento.

Infine viene rivolto un appello diretto alle istituzioni della Repubblica di San Marino.

“Invitiamo il nostro governo a protestare per l’ingiustificabile aggressione subita da un natante che, battendo la nostra bandiera, è territorio sammarinese, anche intraprendendo immediatamente le opportune attività giudiziarie volte ad individuare e perseguire i responsabili di questo inaccettabile atto di pirateria”, conclude il comunicato.

La presa di posizione arriva in un quadro internazionale che continua a essere caratterizzato da forti tensioni legate al conflitto mediorientale e alle iniziative civili e umanitarie che interessano l’area.

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