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Attualità

Moro, Mannino: «Il suo richiamo all’unità della Dc è ancora attuale»

Nel ricordo di Aldo Moro, a 110 anni dalla sua nascita, Calogero Mannino mette al centro un tema: l’unità della Democrazia cristiana. L’ex ministro richiama gli appelli che Moro rivolgeva con insistenza al partito, talvolta con il tono di un padre, sempre con una passione che, a suo giudizio, emergeva dalle parole. Dopo la dissoluzione della Dc, sostiene Mannino, quegli appelli appaiono ancora più significativi.

Secondo l’ex ministro, Moro aveva colto i segnali delle difficoltà che attendevano il partito. «Era come se avesse consapevolezza» che, senza restare uniti, i democristiani sarebbero stati «falciati», osserva Mannino, ricordando alcuni episodi che a suo avviso avevano mostrato quanto fosse fragile la posizione della Dc.

La riflessione si sposta poi sulle strade imboccate dopo la fine del partito. Mannino si dice critico sia verso chi considerò giusta la via dell’«incrocio catto-comunista», sia verso chi si lasciò attrarre dalla «sirena berlusconiana». Sono scelte sulle quali, afferma, sente ancora il bisogno di interrogarsi.

Per Mannino, la fine del Partito popolare ha avuto conseguenze che vanno oltre la politica italiana: è venuto meno quello che definisce «un asse dell’equilibrio democratico dell’Europa». A sostegno di questa lettura ricorda le parole attribuite a Helmut Kohl, che vedeva nei popolari italiani e tedeschi una forza capace di tenere insieme l’Europa democratica «dal Reno al Mediterraneo».

Il messaggio finale è rivolto ai giovani: studiare ciò che è accaduto per comprendere meglio l’attualità. «Non per risentimento, ma per sentimento», conclude Mannino.

Moro, Mannino: «Il suo richiamo all’unità della Dc è ancora attuale»