Un semestre vissuto come un “ponte”, tra le istituzioni e i cittadini, tra San Marino e il resto del mondo, ma anche tra sensibilità politiche diverse. I Capitani Reggenti Alice Mina e Vladimiro Selva salutano il Consiglio Grande e Generale nell’ultima sessione del loro mandato, tracciando un bilancio dei sei mesi trascorsi alla guida della Repubblica e consegnando un messaggio ai successori Gerardo Giovagnoli e William Casali: “Proteggete la Reggenza”.
Nel loro indirizzo di saluto Mina e Selva partono proprio dall’esperienza vissuta. “Sei mesi rappresentano un tempo breve nella vita di una persona e ancor più nella storia secolare di uno Stato. Eppure vi sono esperienze nelle quali il tempo non si misura soltanto nella sua durata, ma attraverso ciò che è capace di lasciare, di modificare e talvolta persino di trasformare”. Un semestre che i Capi di Stato descrivono come “un ponte. Un cammino fatto di incontri, confronti, approfondimenti ed emozioni”.
Ampio il passaggio dedicato al rapporto tra istituzioni, volontariato e associazionismo. Mina e Selva sottolineano di avere incontrato “donne e uomini che dedicano il proprio tempo agli altri senza chiedere visibilità o riconoscimenti”, ricordando una rete capace di arrivare anche dove l’intervento pubblico, da solo, non riesce ad arrivare. In questo quadro inseriscono anche la visita del Santo Padre, dalla quale richiamano il messaggio di “una società capace di non lasciare indietro nessuno”.
Lo sguardo si sposta quindi fuori dai confini sammarinesi. Dalla visita al Consiglio d’Europa, spiegano, è arrivata la conferma del ruolo che può giocare anche un piccolo Stato sulla scena internazionale. “La credibilità di uno Stato non si misura in chilometri quadrati bensì nella coerenza delle sue posizioni, nella serietà con cui rispetta gli impegni assunti, nella capacità di contribuire al dialogo fra le Nazioni, nella forza dei propri principi”.
Centrale anche il richiamo alla neutralità di San Marino, inserito nell’attuale scenario segnato da guerre e tensioni internazionali. “Neutralità non significa indifferenza. Non significa sottrarsi alle responsabilità. Significa piuttosto preservare uno spazio nel quale il dialogo possa continuare ad esistere anche quando le posizioni sembrano inconciliabili. Significa credere che, prima di ogni frattura definitiva, debba sempre essere ricercato, fino all’ultimo, un passaggio”. L’auspicio della Reggenza è che i prossimi mesi possano vedere “minori tensioni” e una maggiore capacità di cercare “il confronto prima dello scontro, la parola prima della frattura”.
Nel bilancio entra anche lo sport, con il ricordo degli atleti sammarinesi ai Giochi del Mediterraneo. Mina e Selva guardano oltre le medaglie e rivolgono soprattutto un messaggio ai giovani: “Non permettete che il valore del vostro cammino venga misurato soltanto dal risultato finale. Abbiate il coraggio di impegnarvi, di provare, di cadere e di ripartire. Perché vi sono traguardi che si vedono e altri che appartengono alla persona che si diventa mentre si cerca di raggiungerli”.
Parlando dell’attività politica, i Capitani Reggenti ricordano di avere cercato durante il semestre di dare impulso al lavoro consiliare e delle Commissioni, anche sulle questioni rimaste a lungo in attesa. “Una questione che rimane ferma troppo a lungo rischia di creare una distanza fra chi attende una risposta e chi è chiamato a fornirla”. Da qui, spiegano, la volontà di incoraggiare il lavoro delle Commissioni come luoghi nei quali le diverse posizioni devono confrontarsi e le questioni affidate alla politica devono poter andare avanti.
Un passaggio è dedicato anche al ritorno a Palazzo Pubblico, dopo i mesi nei quali il Consiglio si è riunito al Kursaal a causa dei lavori di restauro. Mina e Selva ricordano l’emozione provata in occasione dell’elezione dei nuovi Capitani Reggenti e lanciano un richiamo al confronto politico: “Le differenze appartengono alla politica e sono una ricchezza della democrazia. La conflittualità, invece, non dovrebbe mai diventare un fine in sé”.
Tra i passaggi politici più rilevanti del semestre viene infine richiamato l’Accordo di Associazione con l’Unione europea, per il quale è stata fissata la firma il 19 ottobre. La Reggenza parla di “una tappa di un percorso lungo e complesso” e avverte che il lavoro non terminerà con la firma, ma richiederà ancora “capacità di ascolto, di confronto, studio e approfondimento”.
Poi il passaggio di testimone a Gerardo Giovagnoli e William Casali, che entreranno in carica il primo ottobre. “Vivete pienamente questo semestre. Lasciatevi coinvolgere dalle persone, dagli incontri e dalle situazioni che entreranno nelle Vostre giornate”. E soprattutto: “Proteggete la Reggenza. Proteggetene l’autorevolezza, l’equilibrio, la neutralità e la capacità di rappresentare l’intera Comunità. Perché essa non appartiene a chi la esercita per sei mesi. Appartiene alla Repubblica e alla sua storia”.
L’ultimo invito racchiude il senso del saluto: “Ascoltate. Osservate. Lasciatevi sorprendere. E consentite a questa esperienza di modificare, almeno in parte, il Vostro sguardo”.
