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Milano, Siher non risponde al gip. I legali chiedono la scarcerazione: «Nessun terrorismo»

Youssef Siher ha scelto di non rispondere alle domande della gip Tiziana Landoni, durante l’interrogatorio nel carcere milanese di San Vittore. Il 30enne, creatore dei canali social del Movimento 17 ottobre, era stato fermato il 24 ottobre dopo i disordini avvenuti nel centro di Milano.

I suoi avvocati, Benedetto Ciccarone e Yasmina Abu Sharar, hanno chiesto la scarcerazione, respingendo le accuse di istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e violenza organizzata durante le manifestazioni.

«Lui non ha fatto niente. Non c’è stata alcuna condotta istigatoria alle violenze, non c’è il terrorismo, non c’è alcun reato», hanno dichiarato i difensori.

Di diverso avviso la procura di Milano, che chiede la convalida del fermo e la custodia cautelare in carcere, sostenendo l’esistenza di un pericolo di fuga e di reiterazione del reato.

Secondo i magistrati, i messaggi pubblicati su Instagram e Telegram, attraverso un gruppo con oltre 11mila iscritti, avrebbero avuto l’obiettivo di alimentare una mobilitazione violenta e destabilizzare l’ordine pubblico.

La procura ritiene inoltre che Siher, grazie alle proprie competenze informatiche e alla rete di contatti, potrebbe proseguire l’attività contestata oppure lasciare l’Italia.

La decisione della gip è attesa entro il 28 ottobre.

Intanto proseguono le indagini sugli scontri del 17 e 18 ottobre. La Digos ha individuato un minorenne residente in provincia di Monza, sospettato di aver diffuso sui social istruzioni per evitare l’identificazione durante i disordini.

Nella sua abitazione sono stati sequestrati un passamontagna e indumenti ritenuti provenienti da un saccheggio. Dall’analisi del telefono sarebbero emersi anche messaggi su possibili aggressioni agli agenti, sottrazione di armi e incendi di edifici pubblici.

Milano, Siher non risponde al gip. I legali chiedono la scarcerazione: «Nessun terrorismo»