A settant’anni dalla tragedia di Marcinelle, la Confederazione Sammarinese del Lavoro (CSdL) rinnova il ricordo delle 262 vittime della miniera di Bois du Cazier, rilanciando l’appello affinché la sicurezza sul lavoro diventi una priorità in Europa e nel resto del mondo.
Nel comunicato diffuso in occasione dell’anniversario si ricorda che “L’8 agosto 1956 si è consumata una delle più gravi tragedie sul lavoro mai avvenute in Europa nel dopoguerra: la strage di Marcinelle, nella miniera di Bois du Cazier in Belgio, in cui morirono 262 minatori, provenienti da diversi Paesi, di cui 136 italiani.”
La CSdL sottolinea il valore della memoria come strumento per rafforzare l’impegno sulla prevenzione degli infortuni e sulla tutela della dignità dei lavoratori.
“La CSdL partecipa al ricordo delle numerose vittime e si unisce idealmente alle manifestazioni di solidarietà organizzate in Belgio e in altri paesi europei per tenere sempre vivo il ricordo di questo dramma, affinché si traduca in una impegno sempre più forte per tutelare la vita e la sicurezza di chi lavora e la dignità di chi è spinto ad emigrare per sopravvivere o trovare condizioni di vita migliori”, si legge nella nota.
Il sindacato evidenzia come, nonostante i progressi compiuti negli ultimi decenni, gli incidenti mortali continuino a verificarsi in numerosi settori.
“Molte miniere in Europa sono state chiuse e quelle rimaste sono più sicure di allora, ma si continua a morire sul lavoro: nei cantieri, nelle fabbriche, sulle strade, nei campi. Nella sola Italia, ad esempio, gli infortuni mortali sono stati ben oltre mille, di cui quasi un terzo in itinere. Una vera e propria strage! Non vanno dimenticate altresì le altre migliaia di vittime di incidenti sul lavoro che rimangono permanentemente invalide.”
Per questo motivo la Confederazione chiede un rafforzamento delle politiche dedicate alla sicurezza.
“L’Europa e i singoli Stati devono accrescere l’impegno per affermare luoghi di lavoro privi di rischi per la vita e la salute dei lavoratori, investendo nelle politiche per mettere in sicurezza tutti gli ambienti di lavoro e per la prevenzione degli infortuni, con l’adozione un sistema sanzionatorio e di controlli efficace, che svolga una reale funzione di deterrenza.”
Il comunicato ricorda anche il legame tra la tragedia di Marcinelle e la Repubblica di San Marino. Negli stessi anni molti sammarinesi lavoravano infatti nelle miniere belghe, grazie a un accordo tra i due Paesi sottoscritto nel 1951 e perfezionato nel 1955.
“In quegli stessi anni in cui è avvenuta la tragedia, molti emigranti sammarinesi lavoravano nelle miniere di carbone del Belgio, per effetto di un accordo ufficiale tra San Marino e lo stesso Belgio firmato nel 1951 e perfezionato nel 1955. A Marcinelle non ci fu nessuna vittima sammarinese, ma la nostra Repubblica visse con grande partecipazione e solidarietà il lutto che ha colpito in particolare l’Italia; le Istituzioni sammarinesi inviarono messaggi di cordoglio al governo e al popolo italiano.”
