Gli Houthi sostengono di non essere in guerra con l’Italia, ma allo stesso tempo mettono nel mirino politico la presenza dei velivoli militari italiani in Arabia Saudita. Il messaggio arriva da Muhammad Mansur, funzionario del ministero dell’Informazione del governo Houthi di Sanaa, dopo l’attacco alla base aerea di Taif nel quale è stato colpito un F-2000 Eurofighter dell’Aeronautica italiana. (ANSA.it)
“La nostra è una resistenza armata legittima di fronte alla prolungata aggressione saudita. Non siamo in guerra con l’Italia e non intendiamo coinvolgere il vostro Paese. Ma ci chiediamo cosa ci fanno gli aerei italiani in Arabia Saudita a sostegno della guerra di Riad contro di noi”, ha dichiarato Mansur all’Ansa. (ANSA.it)
Parole che arrivano a poche ore dall’attacco contro la King Fahd Air Base di Taif, dove è schierato anche personale italiano. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha confermato che un F-2000 italiano è stato colpito mentre si trovava all’interno della base, in un’area decentrata. Nessun militare italiano è rimasto coinvolto e, secondo la Difesa, non sono stati registrati altri danni a mezzi o infrastrutture utilizzati dal contingente nazionale. (Difesa)
Ma perché gli italiani sono a Taif? Nella base opera la Task Force Air – Arabia, dispositivo militare schierato nell’area del Golfo. Secondo quanto spiegato ufficialmente dall’Aeronautica militare all’inizio di settembre, la missione è impegnata nelle attività di difesa aerea e sorveglianza dello spazio aereo dei Paesi partner del Golfo. La Task Force è stata costituita dopo la crisi nell’area e in seguito alla richiesta di supporto avanzata dai Paesi partner. (Aeronautica Militare)
Proprio questa presenza viene ora contestata dagli Houthi. Sanaa distingue formalmente l’Italia dall’Arabia Saudita, affermando di non voler aprire uno scontro con Roma, ma allo stesso tempo sostiene che la presenza dei velivoli italiani finisca per fornire sostegno a Riad.
Sul fronte italiano, invece, dopo l’attacco Crosetto ha chiesto ai vertici militari una nuova valutazione dell’evoluzione della situazione, delle condizioni del personale e delle possibili opzioni operative. Il ministro ha inoltre riferito che le misure di sicurezza per la protezione dei militari erano già state rafforzate nelle settimane precedenti. (Difesa)
L’episodio di Taif porta quindi direttamente l’Italia dentro una fase particolarmente delicata della crisi regionale: un velivolo militare italiano è stato colpito, nessun militare è rimasto ferito e gli Houthi affermano di non voler combattere contro Roma, ma chiedono apertamente conto della presenza italiana sul territorio saudita.
