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Attualità

Grand Hotel di Riccione, il gip conferma il sequestro

Resta sotto sequestro il Grand Hotel di Riccione, ma l’ordinanza del gip introduce alcune novità rispetto al provvedimento eseguito dalla Guardia di Finanza lo scorso 28 luglio. Il giudice Alessandro Capodimonte ha infatti confermato il sequestro preventivo dei beni della Marebello Spa, nominando però un nuovo amministratore giudiziario al posto del curatore fallimentare.

Allo stesso tempo, alcune società che gestivano immobili riconducibili alla Marebello sono state escluse dal sequestro. Secondo quanto riferito dalla difesa, il giudice avrebbe ritenuto validi e stipulati in tempi non sospetti alcuni dei contratti sottoscritti con la società.

L’inchiesta della Procura di Rimini vede indagati Gianni Andreatta e altre cinque persone, a vario titolo, per ipotesi di bancarotta fraudolenta per distrazione, false comunicazioni sociali e bancarotta preferenziale. Al centro delle indagini c’è la gestione del patrimonio immobiliare della Marebello e un presunto sistema finalizzato, secondo l’accusa, a sottrarre gli immobili alla procedura fallimentare attraverso contratti di affitto d’azienda con società riconducibili al medesimo gruppo di interessi.

Il sequestro disposto dalla Procura aveva un valore complessivo di circa 29 milioni di euro e riguardava un patrimonio nel quale figurano, oltre al Grand Hotel, Villa Bianca, alcuni magazzini, Torre 900-Grattacielo e Villa Bruna.

Secondo l’ipotesi investigativa, inoltre, sarebbero rimasti oltre 3,8 milioni di euro di canoni non riscossi nel periodo precedente al fallimento della Marebello, dichiarato nel settembre 2023.

La difesa legge però nell’ultima decisione alcuni elementi favorevoli. «Siamo abbastanza soddisfatti di questo risultato», hanno spiegato gli avvocati Stefano Caroli e Anna Maria Putignano, sottolineando sia l’esclusione di alcune società dal provvedimento sia la decisione di affidare l’amministrazione giudiziaria a un soggetto diverso dal curatore fallimentare.

La battaglia giudiziaria, comunque, proseguirà. I legali hanno già annunciato ricorso al Tribunale del Riesame, continuando a contestare la ricostruzione della Procura e la legittimità del sequestro.