L’Iran avrebbe valutato la possibilità di colpire obiettivi militari statunitensi anche in Europa nel caso di una nuova escalation con Washington. A riferirlo è il Financial Times, citando fonti vicine al regime di Teheran.
Tra gli scenari presi in considerazione figurerebbero possibili attacchi contro asset americani in Bulgaria e Cipro. In particolare, l’attenzione sarebbe caduta sulla base aerea di Bezmer, in Bulgaria, dopo l’autorizzazione concessa all’utilizzo della struttura per il rifornimento di velivoli militari statunitensi.
Anche Cipro sarebbe entrata nelle valutazioni iraniane, dopo che una base britannica sull’isola era stata colpita da un drone nel marzo scorso.
Secondo il quotidiano britannico, Teheran starebbe ragionando su una strategia di rappresaglia più ampia rispetto al passato. Le possibili risposte non riguarderebbero più soltanto obiettivi militari, energetici e infrastrutturali statunitensi in Medio Oriente, ma potrebbero estendersi anche a bersagli più lontani.
Separatamente, le autorità iraniane avrebbero esaminato anche la possibilità di colpire i cavi sottomarini in fibra ottica nello Stretto di Hormuz, infrastrutture strategiche per le comunicazioni internazionali.
Le valutazioni, sempre secondo il Financial Times, sarebbero legate all’eventualità di un nuovo conflitto su larga scala con gli Stati Uniti e rappresenterebbero un ulteriore segnale dell’allargamento geografico delle possibili ritorsioni di Teheran.
