Quasi 7,5 milioni di euro sarebbero passati dalle slot machine. E per il governo qualcuno, dentro, avrebbe aiutato.
Il segretario di Stato alle Finanze Marco Gatti parla dell’inchiesta che ha investito la Giochi del Titano. Al centro c’è un presunto sistema di riciclaggio da quasi 7,5 milioni di euro attraverso le slot machine. L’indagine è ancora aperta. Coinvolge il direttore generale e altri dipendenti. Spetta alla Magistratura ricostruire ruoli ed eventuali responsabilità.
Gatti dice che le procedure della società reggono il confronto con realtà analoghe di altri Stati. E aggiunge che le ispezioni non hanno fatto emergere carenze gravi. Poi la frase chiave: «parrebbe che ci siano state delle complicità per favorire un cliente». Il segretario precisa: dice «parrebbe» perché tutto è al vaglio della magistratura.
La Giochi del Titano è una risorsa per le casse dello Stato e per chi ci lavora. Il Consiglio di Amministrazione ha già riorganizzato i ruoli per evitare turbative. Martedì il Congresso di Stato affronterà la vicenda. Motus Liberi, Repubblica Futura e Rete hanno chiesto un riferimento urgente.
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