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San Marino

Giochi del Mediterraneo, i medagliati in udienza dai Reggenti

Prima l’in bocca al lupo istituzionale, poi la visita a Taranto. Adesso l’encomio. A Palazzo Valloni i Capitani Reggenti Alice Mina e Vladimiro Selva hanno ricevuto in udienza una rappresentativa della delegazione sammarinese ai Giochi del Mediterraneo, in una delle ultime cerimonie del loro semestre, che si chiude il 1° ottobre.

Un nutrito gruppo in divisa biancazzurra, atleti e non, accompagnato dal Segretario di Stato per l’Industria, l’Artigianato, il Commercio, la Ricerca Tecnologica, le Telecomunicazioni e lo Sport Rossano Fabbri e dal presidente del CONS Christian Forcellini.

In prima fila i cinque medagliati che hanno firmato i quattro podi di Taranto. Il portabandiera Jacopo Frisoni con il suo bis d’oro, nell’individuale e in coppia con Enrico Dall’Olmo. Poi i due bronzi: uno sempre dalle bocce, con la coppia formata da Giada e Stella Paoletti, e uno dal trap con Alessandra Perilli.

Bocce e tiro a volo erano le discipline attese al varco, e non hanno tradito. Ma il bilancio della spedizione, sottolineano dal CONS, non si esaurisce lì: non sono mancate prove di valore anche nelle altre discipline, tra record nazionali e ritorni in sport dove San Marino mancava da tempo.

«Quattro medaglie sono espressione di un risultato sorprendente», si legge nel discorso reggenziale, che però allarga subito il campo: «L’elogio della Reggenza si estende all’intera delegazione. Ogni singolo atleta, dal primo all’ultimo, ha dato il massimo sul campo di gara, incarnando lo spirito di sacrificio, la tenacia e la passione che da sempre contraddistinguono la nostra comunità».

Forcellini mette l’accento sul gruppo. «I risultati nello sport sono sempre la prima cosa, la più importante però è che noi torniamo da Taranto con la consapevolezza di avere un gruppo fantastico, di avere dei ragazzi e degli atleti che hanno dato il massimo e, soprattutto, di avere anche atleti di caratura internazionale che riescono a portare a casa risultati importanti». Il ringraziamento, aggiunge, va anche a chi sta dietro le quinte: «I tecnici, le federazioni, i volontari, le famiglie. Dietro ogni risultato c’è sempre un grande lavoro».

Per Fabbri il valore della trasferta va oltre il medagliere. «Si torna con un grandissimo patrimonio di esperienza che è indescrivibile, perché è un percorso nel quale tutti i ragazzi hanno veramente dimostrato impegno, dedizione e grandissimo attaccamento alla bandiera della Repubblica di San Marino», ha detto il Segretario di Stato. «È stata una delle edizioni più ricche di medaglie, ma credo che il patrimonio che ci lascia la partecipazione a un evento tanto importante quanto difficile da affrontare, se non altro perché erano presenti tante grandi nazioni, vada ben al di là dei risultati sportivi».

Con l’udienza, ha aggiunto, arriva anche la riconsegna ideale della bandiera: «Credo che la spedizione sia stata un’esperienza unica, che va veramente al di là di ogni più rosea aspettativa».

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