Tasse, pensioni, sanità e autobus: chi ogni giorno attraversa il confine per lavorare aspetta risposte. E il sindacato chiede un tavolo subito.
A chiederlo è il CSIR, il Consiglio sindacale interregionale San Marino, Emilia-Romagna e Marche. Dopo la firma dell’Accordo di associazione con l’Unione europea, il sindacato vuole aprire subito il confronto tra istituzioni e parti sociali. L’appello è rivolto alle istituzioni sammarinesi, al Governo italiano e alla Regione Emilia-Romagna. Obiettivo: far arrivare il passaggio europeo nella vita quotidiana dei frontalieri.
Le priorità sono tre. Sul fisco: piena applicazione delle intese bilaterali, stabilità delle franchigie e una soluzione definitiva alla doppia imposizione sui pensionati ex frontalieri. Sul welfare: tutela sanitaria piena, certificati più semplici, riconoscimento dei contributi maturati nei due Paesi. Sui trasporti: collegamenti transfrontalieri più efficienti, per ridurre tempi e costi del pendolarismo. Il CSIR propone un Patto per il lavoro transfrontaliero.
Il sindacato è in attesa di un incontro con il presidente Michele de Pascale. E avverte: l’accordo si misurerà sulla capacità di migliorare le condizioni di chi attraversa il confine. Restano aperte le disparità nei congedi per assistere persone non autosufficienti e il riconoscimento delle qualifiche professionali.
Videonotizia di Insider.sm: il racconto in novanta secondi di un fatto già pubblicato e verificato dalla redazione. Testo redatto con l’assistenza dell’intelligenza artificiale sull’articolo originale; voce sintetica. Responsabilità editoriale della redazione di Insider.
