Nuovo intervento di Repubblica Futura sul caso del magistrato Massimiliano Simoncini. Il partito torna sulla vicenda dopo la recente decisione del Consiglio Giudiziario e punta il dito contro la linea seguita dal governo e dalla dirigenza del settore giudiziario, collegando la questione anche alla sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo.
Il tono del comunicato è netto già dal titolo: “Sbagliare è umano. Perseverare è diabolico“. Secondo Repubblica Futura, “la recentissima decisione del Consiglio Giudiziario conferma la linea del governo e della dirigenza del settore giudiziario sul caso del magistrato Massimiliano Simoncini”. Da qui l’affondo: “Ci sia consentito di ricordare che errare è umano, perseverare è diabolico“.
Nel ricostruire la vicenda, RF torna alla riforma della giustizia del 2020, varata quando alla Segreteria di Stato competente c’era Massimo Andrea Ugolini, e alla successiva nomina di Giovanni Canzio al vertice del Tribunale.
“La riforma dell’allora Segretario alla Giustizia Massimo Andrea Ugolini, varata nel 2020, ha portato al vertice del nostro Tribunale il Dr. Giovanni Canzio, poi riconfermato attraverso una legge ‘ad personam’ che l’attuale governo ha fatto approvare dalla maggioranza all’inizio di questa legislatura per superare il limite di mandato che era presente nella legge costituzionale previgente”, sostiene Repubblica Futura nel comunicato.
Il partito lega quindi quella stagione di riforme alla vicenda di Simoncini e alla successiva pronuncia della Corte di Strasburgo. “È ovvio che accettare e dare attuazione in toto alla principale sentenza della Corte europea per i diritti dell’uomo riguardante il magistrato Simoncini avrebbe sconfessato l’architrave politico alla base dei patti sulla giustizia“, si legge nella nota.
RF ricorda poi che Simoncini è un professionista sammarinese che ha intrapreso la carriera in magistratura e sostiene che sia stato demansionato per effetto della riforma. “In questo caso si tratta di un professionista sammarinese che legittimamente ha deciso di perseguire una carriera in magistratura e che è stato demansionato in forza di quella riforma che, sbandierata dalla maggioranza di allora e degli anni successivi come la panacea di ogni male, oggi la CEDU ha aspramente e chiaramente censurato“, afferma il partito.
Nel mirino finisce quindi la decisione assunta dal Consiglio Giudiziario, sulla quale Repubblica Futura esprime una valutazione fortemente critica. “Il Consiglio Giudiziario è arrivato alla decisone a mezzo di un comitato presieduto dal Dirigente del Tribunale e sembra essersene bellamente fregato delle statuizioni della CEDU, con la probabile conseguenza di esporre la Repubblica di San Marino ad ulteriori danni reputazionali di portata internazionale”, afferma RF.
Secondo il partito, la questione potrebbe ora spostarsi anche sul piano politico e nei rapporti con Strasburgo: “Che ancora una volta sarà il potere politico a pagare, in quanto sarà il Governo della Repubblica a dover dire a Strasburgo che non intende dare completa esecuzione alla sentenza quanto al reintegro del magistrato Massimiliano Simoncini nel ruolo di Commissario della Legge“.
Repubblica Futura pone inoltre l’accento sui costi sostenuti dallo Stato per la vicenda. “Ciò che è bene non tralasciare inoltre è che sono stati già spesi una marea di soldi pubblici – e dunque presi dalle tasche dei Sammarinesi – sia per i risarcimenti dovuti al magistrato Simoncini per il danno subito sia per i legali. Tanto per cominciare solo al magistrato Simoncini il Governo dovrà pagare 170.000 euro per gli arretrati“, prosegue il comunicato.
Da qui una serie di domande rivolte direttamente all’esecutivo, anche alla luce del percorso europeo della Repubblica. “Repubblica Futura chiede al governo se ritiene che questo sia il biglietto da visita per il settore giustizia in vista dell’imminente firma dell’accordo che porterà San Marino ad essere associato rispetto all’Unione Europea“, si legge nella nota.
Il partito solleva inoltre la questione della composizione degli organismi chiamati a pronunciarsi sul futuro professionale del magistrato: “Repubblica Futura chiede anche se sia eticamente legittimo il fatto che a decidere delle sorti professionali di un magistrato sammarinese siano soggetti direttamente coinvolti nella vicenda, che hanno contribuito alle censure della Corte Europea dei Diritti Umani, legati a doppio filo alla riforma Ugolini sulla giustizia sonoramente bocciata dalla CEDU“.
L’ultima domanda riguarda direttamente il rapporto tra San Marino e la Corte europea dei diritti dell’uomo. RF chiede al governo “se San Marino intende rispettare integralmente le sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo, come sinora ha sempre fatto, oppure se sia in procinto di uscire dal novero dei paesi che rispettano le regole sancite dalla Convenzione Europea dei Diritti Umani”.
Il comunicato si chiude con un’ultima stoccata politica: “La ‘terra da ceci’ continua a produrre i suoi velenosi e disastrosi effetti“.
