Nuove dichiarazioni di Giovanni Brusca sul periodo successivo alle stragi mafiose del 1992 e 1993. Il collaboratore di giustizia ha raccontato che all’interno di Cosa nostra si sarebbe ragionato sulla possibilità di sfruttare politicamente gli attentati, attribuendoli alla sinistra per favorire l’ingresso in politica di Silvio Berlusconi.
Brusca ha riferito delle discussioni avute con Leoluca Bagarella, collocandole nel 1994. Secondo il suo racconto, l’obiettivo sarebbe stato quello di utilizzare le stragi come uno «strumento politico», facendo passare l’idea che fossero state suggerite dalla sinistra.
Il progetto, sempre secondo quanto riferito da Brusca, avrebbe dovuto agevolare Berlusconi nella sua discesa in campo. Il collaboratore di giustizia ha inoltre sostenuto che da parte del nuovo interlocutore politico Cosa nostra si aspettava un aiuto, prospettando in caso contrario la possibilità di nuovi attentati.
