In dieci mesi il buco nei conti dello Stato passa da 13,7 milioni a 5,7. Ma il Consiglio si spacca.
Martedì 27 ottobre il Consiglio grande e generale approva a maggioranza l’assestamento di bilancio. Il disavanzo previsto per il 2026 scende a 5,7 milioni di euro. Per il governo i numeri confermano un miglioramento. Per le opposizioni le maggiori entrate non bastano a giustificare una spesa che continua a crescere.
Rete contesta la spesa corrente, salita da 670 a 691 milioni rispetto alle previsioni di luglio. Emanuele Santi dice: «Stiamo spendendo troppo, anche se abbiamo molte più entrate». Il segretario alle Finanze Marco Gatti replica che 19,5 milioni dipendono dai maggiori rimborsi dell’imposta sulle importazioni.
Il trasferimento statale all’Iss resta fermo a 98 milioni. Si ferma anche l’operazione da 50 milioni sui titoli irredimibili: i mercati non consentono costi convenienti. Sul caro carburanti, invece, taglio delle accise e incentivi Smac restano per tutto novembre.
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