San Marino prepara gli uffici pubblici all’applicazione dell’accordo di associazione con l’Unione europea. Servono nuove competenze, personale in alcune aree e autorità di controllo da istituire. Ma il governo vuole partire dalle riforme che possono aprire opportunità per le imprese.
A indicare la strada è il segretario di Stato agli Affari Interni Andrea Belluzzi, nel confronto di lunedì 12 ottobre nelle commissioni consiliari riunite.
Uno dei primi settori su cui intervenire è quello degli appalti pubblici. Per Belluzzi, adeguare le regole alle direttive europee deve servire a semplificare le procedure e consentire alle aziende sammarinesi di competere fuori dai confini.
“L’ho chiamato il passaporto europeo per le nostre imprese, per andare a competere fuori.” L’obiettivo è dare accesso a possibilità oggi precluse: “Per me questo è il senso principale, il cuore dell’accordo di associazione: avere opportunità che oggi non abbiamo.”
Il lavoro sulla macchina pubblica è cominciato alla fine dell’estate del 2024, con un confronto tra Esteri, Interni e Funzione pubblica. I dipartimenti hanno esaminato le norme europee per capire quali cambiamenti saranno necessari, dagli interventi legislativi alla riorganizzazione degli uffici. La verifica sul personale ha dato risultati diversi: alcune strutture possono sostenere i nuovi compiti con le risorse attuali, altre hanno bisogno di rinforzi o professionalità diverse. Belluzzi spiega di aver rallentato la definizione del terzo fabbisogno proprio per tenere conto di queste esigenze.
Tra i cambiamenti annunciati c’è la trasformazione dell’unità di statistica in un ente autonomo e indipendente, dopo la progressiva separazione dall’informatica.
“Posso annunciare che siamo già pronti in questo senso.” Il settore dovrà garantire lo scambio di dati con l’Ue secondo standard di autonomia che, spiega il segretario, oggi non sono ancora presenti. Il potenziamento dovrà anche mettere a disposizione della politica e dell’economia più analisi su cui basare le scelte.
Va poi istituita l’autorità antitrust. Per evitare di creare una struttura amministrativa distinta per ogni organismo di controllo, Belluzzi sta studiando un servizio comune a più autorità, che gestisca il lavoro di supporto lasciando a ciascuna le proprie competenze.
Il riferimento è anche a organismi già esistenti, come il Garante della privacy, oggi privi di una struttura amministrativa di base. “Porteremo in aula o in commissione uno studio e una proposta in questo senso.”
L’applicazione dell’accordo richiederà anche un carico di lavoro rilevante per il Consiglio Grande e Generale e le commissioni. Belluzzi propone modifiche condivise al regolamento consiliare per gestirlo e ribadisce la scelta di dare precedenza agli interventi capaci di favorire crescita e sviluppo.
Le nuove opportunità, nelle intenzioni del governo, dovranno contribuire a compensare i costi degli investimenti in personale e competenze.
Un altro passaggio riguarda la formazione dei dipendenti pubblici, tema già portato al tavolo con i sindacati per il contratto collettivo. “La formazione deve riguardare anche il personale oltre alla fascia dei dirigenti.” Belluzzi vuole prevedere spazi nell’orario di lavoro e percorsi divisi per settore, con il supporto dell’università.
Ogni ufficio dovrà imparare a seguire le iniziative europee nella propria materia già mentre vengono preparate, così da anticipare gli adeguamenti e sfruttare la rapidità delle decisioni di un piccolo Stato.
