Smontate le tende e restituita l’area della Ciarulla, l’Unione Volontari di Protezione Civile può tirare le somme di “Scuole in campo”, organizzato per la prima volta a San Marino negli spazi davanti al Tiro a Volo.
Il bilancio supera le attese: quasi ottocento alunni hanno visitato il campo, con riscontri entusiasti da parte di insegnanti, famiglie e ragazzi, colpiti dalla qualità dei laboratori e da un’organizzazione definita impeccabile.
Dietro le due settimane di apertura c’è un impegno molto più lungo, quasi un mese tra progettazione, allestimento, smontaggio e sanificazione. Lo hanno reso possibile decine di volontari impegnati in tutti i reparti, dalla logistica alla cucina, dai cinofili agli scout, dai radioamatori agli operatori antincendio, fino a chi ha curato comunicazione, riprese con i droni e impianti tecnici.
Accanto a loro hanno lavorato il Servizio di Protezione Civile, la Sezione Antincendio della Polizia Civile, le Milizie Uniformate e la Croce Rossa. Un dispiegamento che ha mostrato, al di là dell’esercitazione, la capacità del sistema Paese di muoversi in modo coordinato.
Il progetto ha avuto anche un respiro territoriale. I volontari sammarinesi hanno lavorato fianco a fianco con i colleghi del Montefeltro, delle Marche e della Romagna, e proprio in questa occasione è stato rinnovato l’accordo di collaborazione con la Regione Marche.
Determinante il sostegno delle Segreterie di Stato per gli Interni, l’Istruzione, l’Industria e la Sanità, oltre a quello di numerosi sponsor privati.
Alla cerimonia conclusiva di domenica 25 ottobre hanno partecipato anche i Capitani Reggenti Gerardo Giovagnoli e William Casali.
Non è casuale che il bilancio arrivi a sessant’anni esatti dall’alluvione di Firenze del 4 novembre 1966, quando i giovani passati alla storia come angeli del fango gettarono, con il loro slancio spontaneo, le basi del volontariato di protezione civile.
A San Marino quella tradizione è più giovane, ma ha già saputo farsi valere, dalle recenti alluvioni in Romagna, Toscana ed Emilia fino a questo progetto.
Investire nella cultura della prevenzione a partire dalle scuole significa formare cittadini più consapevoli. In molti chiedono già una nuova edizione, ed è una richiesta che le istituzioni farebbero bene ad accogliere.
