I democratici riconquistano Camera e Senato, ma la vittoria contro Donald Trump lascia aperta la partita sul programma da portare avanti. Il voto raccoglie anche il malcontento per l’aumento dei prezzi e la guerra con l’Iran, senza tradursi necessariamente in un sostegno a tutte le proposte del partito.
A gestire la nuova maggioranza saranno soprattutto Chuck Schumer e Hakeem Jeffries, chiamati a trovare un accordo tra progressisti e moderati, compresi i parlamentari eletti nei territori che in precedenza avevano sostenuto Trump.
Le distanze riguardano sanità, immigrazione, diritti delle persone transgender e rapporti con Israele. La sinistra del partito chiede una maggiore redistribuzione della ricchezza e limiti agli aiuti militari allo Stato ebraico, mentre altre componenti mantengono posizioni differenti.
Il terreno comune è il costo della vita. Tra le iniziative indicate figurano la cancellazione di alcuni dazi, il ripristino dei finanziamenti a Medicaid e nuovi sostegni alle famiglie. Per approvarle, però, bisognerà fare i conti con il potere di veto del presidente.
Alla Camera si preparano anche inchieste su possibili abusi di potere e conflitti d’interesse dell’amministrazione Trump. L’ipotesi di un nuovo impeachment divide i democratici: alcuni vogliono procedere, altri temono che un tentativo senza i numeri per ottenere una condanna al Senato possa ricompattare i repubblicani.
