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Attualità

San Marino, debito sotto il 60% del Pil. Il Fmi: l’Europa è un’opportunità, servono riforme

Il debito pubblico scende sotto il 60% del Pil e l’economia sammarinese è prevista in crescita dell’1,3% nel 2026, con un rallentamento all’1% nel 2027.

Sono alcuni dei dati emersi in occasione della missione del Fondo Monetario Internazionale per la consultazione dell’Articolo IV, ricevuta in udienza dai Capitani Reggenti Gerardo Giovagnoli e William Casali. A riferirlo è San Marino RTV, in un servizio di Monica Fabbri.

La visita arriva a 17 giorni dalla firma dell’Accordo di Associazione con l’Unione europea, dopo la doppia promozione del rating sovrano e il rinnovo dell’Eurobond.

Il segretario di Stato alle Finanze Marco Gatti ha delineato un quadro di tenuta dell’economia rispetto alle tensioni internazionali, con la disoccupazione ai minimi storici. L’inflazione, all’1,6% alla fine del primo semestre, è stimata in media al 2,5% sull’intero anno.

Sul fronte dei conti pubblici, alla riduzione del debito si accompagna l’obiettivo di consolidare l’avanzo primario e proseguire il risanamento. “Stiamo attraversando un momento di importanti risultati per la Repubblica”, ha dichiarato Gatti ai microfoni di San Marino RTV.

“L’Accordo di Associazione ci apre una nuova prospettiva, un rafforzamento di quella che potrà essere la nostra crescita economica, ma anche le politiche che abbiamo portato avanti sino ad ora hanno consentito di rafforzare quello che è il nostro bilancio.

Quindi è una visita che arriva con i tempi giusti.

Peraltro è una delegazione nuova, a parte un membro che aveva già preso parte a una missione precedentemente, gli altri sono tutti nuovi, ma abbiamo lavorato in maniera molto produttiva e quindi ci attendiamo un buon report”.

Secondo quanto riportato dall’emittente, il Fondo ha riconosciuto i progressi nella diversificazione economica e il valore dell’intesa con Bruxelles.

Il capo missione Trevor Lessard ha indicato nell’Accordo una rilevante opportunità di crescita, sottolineando però la necessità di riforme strutturali e di un rafforzamento della pubblica amministrazione per poterne cogliere i benefici.

Resta inoltre alta l’attenzione sul sistema bancario, per il quale il Fondo invita a mantenere la vigilanza.

Durante l’udienza, la Reggenza ha definito fondamentale e strategico il confronto con l’organismo di Washington, richiamando le trasformazioni affrontate da San Marino e la capacità del Paese di resistere alle turbolenze internazionali.

I Capitani Reggenti hanno auspicato che la collaborazione con il Fondo continui a essere “una forza trainante per la stabilità, il progresso e il benessere delle future generazioni”.