Il progetto di legge sul fine vita arriva in seconda lettura al Consiglio Grande e Generale, dove tutti e sessanta i consiglieri potranno esaminarlo articolo per articolo.
È da questo passaggio che Domani – Motus Liberi parte per contestare la modifica del regolamento consiliare approvata dalla maggioranza a ottobre. Per le future leggi ordinarie, osserva il partito, l’esame degli articoli e degli emendamenti passerà alle commissioni in sede redigente, mentre all’Aula resterà sostanzialmente il voto finale sul testo.
Secondo D-ML, la discussione sul fine vita mostra quali conseguenze può avere il cambio di procedura, soprattutto sui temi etici, sui quali anche consiglieri dello stesso partito possono avere opinioni diverse. Con le nuove regole, sostiene il partito, chi siede fuori dalla commissione arriverebbe in Aula quando il lavoro sugli articoli è già concluso.
“Se al Consigliere viene tolta la possibilità di incidere realmente sulla costruzione della legge nel luogo in cui siedono tutti i rappresentanti eletti, viene indebolita anche la rappresentanza del cittadino che lo ha votato”, si legge nella nota.
Il partito risponde anche alla motivazione con cui la maggioranza ha difeso la riforma, cioè la necessità di velocizzare i lavori consiliari. “Una legge fatta più velocemente non è necessariamente una legge fatta meglio.”
D-ML chiede quindi di rivedere la sede redigente come procedura ordinaria. “Sessanta Consiglieri non sono sessanta voti da sommare alla fine, sono sessanta rappresentanti dei cittadini chiamati a partecipare alla costruzione delle leggi della Repubblica.”
