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Attualità

Pensioni e rincari, i sindacati chiedono un incontro al Governo: «Potere d’acquisto perso del 16%»

Le Federazioni dei pensionati CSdL, CDLS e USL chiedono un confronto con il Governo sammarinese per affrontare la perdita di potere d’acquisto degli assegni e individuare misure di sostegno. Secondo le organizzazioni sindacali, negli ultimi anni l’erosione è stimabile nell’ordine del 16%, mentre il rincaro dei beni di prima necessità mette in difficoltà un numero crescente di anziani.

Al centro della richiesta ci sono i meccanismi di rivalutazione introdotti dall’articolo 19 della Legge n. 157. Dal 2022, sostengono le Federazioni, gli adeguamenti annuali sono rimasti al di sotto dell’inflazione: il riferimento indicato è del 2,20% per le pensioni minime, con percentuali che diminuiscono all’aumentare dell’assegno.

A pesare sui bilanci degli anziani sono anche le spese per la salute.

FUPS, FNPS e FP segnalano che la riclassificazione di numerosi presidi terapeutici e farmaceutici come integratori ha fatto aumentare i costi delle cure.

Una situazione che alimenta il timore di non arrivare a fine mese e di dover ricorrere all’aiuto degli altri.

Le Federazioni riferiscono di confrontarsi ogni giorno con condizioni di vulnerabilità e richieste di sostegno.

«I nostri pensionati sono rimasti al palo senza strumenti di tutela e di flessibilità reddituale», scrivono CSdL, CDLS e USL, richiamando anche il divario con i lavoratori attivi, che hanno beneficiato di recenti rinnovi contrattuali con aumenti medi del 3%.

L’obiettivo dell’incontro è concordare interventi tempestivi per tutelare e recuperare il potere d’acquisto delle pensioni, garantendo equità sociale a una componente che, ricordano i sindacati, rappresenta ormai un terzo della popolazione sammarinese.