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Luca Ward: “Prendo una pensione ridicola per quello che ho versato”

“Prendo una pensione ridicola per quello che ho versato”. Luca Ward riporta l’attenzione sulle pensioni dei lavoratori dello spettacolo in un’intervista a Fanpage.it, nella quale racconta anche il proprio mestiere e la vita familiare.

Il doppiatore descrive una vertenza che coinvolge circa 400 tra attori e tecnici. Secondo la sua ricostruzione, dopo due sentenze favorevoli, la Cassazione ha ribaltato l’esito e l’Inps ha chiesto la restituzione delle somme. “Ho il telefono intasato di colleghi disperati”, racconta.

Ward è intanto la voce narrante di Dante Inferno – Immersive Exhibition, inaugurata il 22 ottobre a Città della Scienza, a Napoli. Per interpretare il poeta ha scelto di usare la propria voce, senza le trasformazioni necessarie quando doppia attori diversi.

Sul doppiaggio difende il valore della selezione professionale: “Siamo una casta d’élite, perché da noi lavora solo chi merita”. Racconta inoltre di aver registrato un marchio sonoro per proteggere la propria voce dall’intelligenza artificiale.

Nell’intervista parla anche della malattia rara della figlia Luna, seguita tra la Francia e l’ospedale Bambino Gesù. “Ora sta molto meglio, oggi le aspettative di vita sono molto più alte rispetto a qualche tempo fa”, spiega.

L’esperienza delle cure lo porta a richiamare il valore della sanità pubblica: “Capisci quanto è importante, no, pagare le tasse?”.

Luca Ward: “Prendo una pensione ridicola per quello che ho versato”